Terme di Stabia, bando di privatizzazione deserto. Nuovo fallimento del Comune

La nuova amministrazione dovrà affrontare una questione tutt’altro che semplice considerato che il prossimo passo potrebbe prevedere la messa in liquidazione della Sint

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termeFallisce il bando di privatizzazione delle Terme di Stabia. Ennesimo flop, il secondo targato dall’amministrazione comunale uscente guidata da Toni Pannullo, per il rilancio del patrimonio termale stabiese. Alla scadenza delle domande, ieri alle ore 12, nessuna cordata e nessun imprenditore ha deciso di presentare un’offerta per il complesso del Solare, le Antiche Terme oltre che le strutture ad esse collegate.

Adesso tutto si complica. La nuova amministrazione dovrà affrontare una questione tutt’altro che semplice considerato che il prossimo passo potrebbe prevedere la messa in liquidazione della Sint, società partecipata che gestisce interamente il patrimonio delle Terme di Stabia.

Un vero e proprio fallimento per Biagio Vanacore, amministratore unico di Sint, e per l’ex sindaco Antonio Pannullo che aveva combattuto per far approvare il bando. Un duro colpo anche per la coalizione di centrosinistra in piena campagna elettorale per eleggere il prossimo sindaco di Castellammare. La città delle acque, a questo punto, è costretta a dire ancora addio alle Terme di Stabia che difficilmente riapriranno in tempi brevi.

Sul piede di guerra i dipendenti termali che attendono da anni una risposta da parte della politica che puntualmente non arriva. Le ultime due strade intraprese, project financing e bando di privatizzazione, sono state entrambe un fallimento. Il prossimo step sarà discusso dalla nuova amministrazione comunale ma non prima del 2019.

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