Piantagioni di marijuana in Abruzzo, ai domiciliari i ras di Casola e Gragnano

Si tratta di A.D.L. e di D.D.M che attenderanno nelle proprie abitazioni l'inizio del processo. Completamente libero invece C.G. nei confronti del quale sono cadute tutte le accuse.

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Il Tribunale di Riesame dell’Aquila ha scarcerato due ras accusati di aver delocalizzato le piantagioni di marijuana in Abruzzo. Si tratta di A.D.L. e di D.D.M che attenderanno nelle proprie abitazioni l’inizio del processo. Completamente libero invece C.G. nei confronti del quale sono cadute tutte le accuse. Si sgonfia quindi la maxi operazione dei carabinieri che due settimane fa arrestarono ben otto persone colpevoli di aver creato delle piantagioni nelle montagne della Marsica.

Gli altri fermati erano tutti ai domiciliari. A loro si aggiungono altri due indagati mentre uno torna in libertà. Secondo quanto accertato dai legali delle due persone in carcere, non sussistevano elementi di colpevolezza nei loro confronti e di conseguenza entrambi torneranno presso la propria abitazione di Casola di Napoli. Il trasferimento sarà effettivo nel momento in cui il Tribunale dell’Aquila garantirà loro i braccialetti elettronici.

L’operazione fu condotta dai carabinieri di Avezzano coordinati della Procura dell’Aquila. Furono sequestrati numerosi chili di marijuana che erano stati nascosti nelle montagne dell’Abruzzo. Il blitz portò a l’arresto di otto persone di cui solamente tre sono finite in carcere. E’ caduta nei loro confronti l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e potranno così tornare a casa. I fermati erano tutti originari della provincia di Napoli in particolar modo di Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Lettere e Gragnano mentre solo uno di loro era residente in Abruzzo.