Riesplode la violenza tra giovanissimi nel vesuviano

Una rivalità datata che in passato ha dato più volte origine a violente risse e spedizioni punitive sui rispettivi territori

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Riesplode la violenza tra giovanissimi nel vesuviano: in particolar modo sarebbe riacutizzata l’acredine tra ragazzi di Ercolano e Torre del Greco, in gergo di strada contraddistinti come resinari e corallini. Una rivalità datata che in passato ha dato più volte origine a violente risse e spedizioni punitive sui rispettivi territori. Nella stragrande maggioranza dei casi a scatenare la ferocia del branco futili motivi legati alla sub cultura malavitosa che ancora alberga in certi contesti.

Inadeguata scolarizzazione, inoccupazione e dispersione sociale penalizzano il processo rinnovativo di comunità dalle potenzialità produttive enormi : in tal senso occorrerebbe investire su campagne di prevenzione nelle scuole, nelle parrocchie e nelle associazioni consentendo agli operatori di promuovere progetti che portino gli stessi per strada, a diretto contatto con i cosiddetti ragazzi a rischio. Un giovane impegnato negli studi o nel lavoro esce la sera , soprattutto nel weekend, per divertirsi con la fidanzata e gli amici non per recarsi , già ubriaco, in pub o discoteche con il chiaro intento di fare a botte. Per troppo tempo la camorra ha influenzato contesti urbani dove ragazzini poco più che adolescenti hanno venduto la propria esistenza a gentaglia senza scrupoli abbagliati dalla prospettiva di intraprendere una strada che rapidamente portasse al rispetto e al benessere economico.

Purtroppo chi sceglie di vivere al di fuori della legge termina la sua folle corsa in carcere o al cimitero, lasciando questa Terra crivellato di colpi in un mare di sangue sull’asfalto. Quante volte chi come lo scrivente vive realtà vesuviane ha visto giovanissimi uccisi per strada, sfigurati dal piombo dei clan come incalliti boss, riflettendo con amarezza sulle responsabilità della società civile nei confronti di un simile disastro sociale. Finché all’ombra del Vesuvio ( e non solo) si continuerà a fingere di ignorare certi miserabili scenari inneggiando ad una resa sena condizioni della malavita organizzata tante giovani esistenze saranno ancora facili prede del sistema. Della serie: lavoro e istruzione per tutelare le fasce più deboli della società con particolare riferimento ai più piccoli.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.