Non si arresta a Ercolano la desertificazione commerciale

Encomiabile l’atteggiamento di imprenditori impegnati nell’associazionismo e sempre pronti ad organizzare pubblici eventi per il rilancio socio-economico del territorio

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Non si arresta a Ercolano la desertificazione commerciale che da anni ormai penalizza fortemente diverse zone della città. L’impressione è che ormai la città sia realmente divisa in aree in e out con il sindaco Ciro Buonajuto che continua a pubblicizzare l’alto numero di turisti in visita agli scavi. Tutto giusto : se non fosse però che i flussi turistici interessino solo una parte di Ercolano tagliando completamente fuori attività commerciali e piccole imprese situate lontano dalle rovine. Quello che più sconcerta è che questa triste realtà va avanti ormai da anni vanificando i sacrifici di quanti hanno avuto il coraggio di investire nei luoghi in tempi particolarmente difficili.

Encomiabile l’atteggiamento di imprenditori impegnati nell’associazionismo e sempre pronti ad organizzare pubblici eventi per il rilancio socio –economico del territorio : imprenditori che non possono però sostituirsi alle istituzioni competenti venendo in alcuni casi anche ignorati dall’amministrazione comunale. Finché l’amore per i luoghi non prevarrà su questioni personali e rancori storici legati a presunte lese maestà Ercolano otterrà risultati solo modesti in un iter rinnovativo che deve guardare innanzitutto alle fasce più deboli della comunità. L’aumento negli ultimi tempi di episodi legati alla microcriminalità impone la massima tempestività nel promuovere campagne di prevenzione in città: impensabile affidare alla sola repressione la risoluzione di un problema complesso che affonda le proprie radici nell’inadeguata scolarizzazione, nell’inoccupazione e nella dispersione sociale. Il lavoro: altro scottante tema che da sempre affligge Ercolano costringendo le nuove leve a trasferirsi in località del Nord Italia o all’estero.

Giovani spesso in possesso di laurea e specializzazione che vedono svanire le poche opportunità di occupazione a causa del clientelismo, nascosto ma sempre presente, e del baronato che ancora impera in certi contesti accademici. Della serie : divisa in ricchi e poveri Ercolano fatica a risalire la china inseguendo titoli , come quello di Capitale Italiana della Cultura, che altro effetto non hanno sortito che pubblicizzare qualche esponente politico del momento.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.