Torre Annunziata, crollo Rampa Nunziante: il Comune si costituisce parte civile

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Si costituirà parte civile il comune di Torre Annunziata nel processo per il crollo di Rampa Nunziante. È quanto deciso dall’esecutivo guidato da Vincenzo Ascione che, ieri mattina, ha approvato la delibera di giunta.

Fissata per il 2 luglio l’udienza preliminare con cui il giudice stabilirà se disporre il giudizio per i quindici imputati coinvolti nell’inchiesta del procuratore capo Alessandro Pennasilico, di cui cinque accusati di omicidio colposo. Gerardo Velotto, proprietario dell’appartamento in ristrutturazione al secondo piano, Massimiliano Bonzani, progettista e responsabile dei cantieri, Pasquale Cosenza, operaio edile, Aniello Manzo, proprietario di tre unità abitative, e Roberto Cuomo, amministratore di condominio.

Proprio l’avvocato Cuomo, che si ritiene innocente, ha richiesto il giudizio immediato con cui abbrevierà i termini per la conclusione del processo. Con il rito speciale l’imputato rinuncia all’udienza preliminare dinanzi al gup, andando direttamente in dibattimento. Secondo i magistrati, Cuomo aveva ignorato le «segnalazioni dei condomini che avevano riferito le loro preoccupazioni legate ai lavori che si stavano svolgendo in quei giorni con l’utilizzo di martelli pneumatici».

Sono accusati di false attestazioni Ilaria Bonifacio, proprietaria dell’appartamento al terzo piano, Massimo La Franco e la moglie Rosanna Vitiello, che avevano appena venduto l’abitazione a Gerardo Velotto, e Marco Chiocchetti e Luisa Scarfato, che avevano acquistato l’appartamento al primo piano, ed Emilio Cirillo, proprietario di una unità al primo piano.

Pende l’accusa di falso ideologico in atto pubblico su Rita Buongiovanni, Giuseppe Buongiovanni, Donatella Buongiovanni e Roberta Amodio che, al momento della vendita, avevano attestato che l’edificio era stato costruito in epoca antecedente al primo settembre 1967.

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