Napoli, piazza Garibaldi: la rappresaglia non risolve i problemi

Uno dei luoghi più rappresentativi di Napoli trasformato in toilette a cielo aperto dove ormai le aggressioni e i tentativi di violenza da parte di extracomunitari, spesso in stato di ebbrezza, nei confronti di giovane donne si susseguono con ritmo impressionante

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Palesemente insufficienti le operazioni di bonifica effettuate dalla Polizia di Stato e dalla Locale di Napoli nei pressi di Piazza Garibaldi , storico sito partenopeo in cui il degrado resta drammaticamente immutato. Dalle prime luci dell’alba i marciapiedi adiacenti piazza Garibaldi restano invasi da mercatini di merce sudicia organizzati da Rom ed extracomunitari irregolari di colore. Della serie: la rappresaglia non risolve il problema. Uno dei luoghi più rappresentativi di Napoli trasformato in toilette a cielo aperto dove ormai le aggressioni e i tentativi di violenza da parte di extracomunitari, spesso in stato di ebbrezza, nei confronti di giovane donne si susseguono con ritmo impressionante. Altro che razzismo e intolleranza: qui si tratta di arginare una pericolosa emergenza.

L’alienazione sociale e le continue privazioni giocano un ruolo determinante nell’esasperazione degli stranieri nomadi che spesso si ammazzano di botte tra loro per futili motivi. In altri casi invece presi di mira sono studenti o donne a cui si cerca di sottrarre il portafogli o il cellullare. Un esercito di disperati che andrebbe gestito in maniera completamente diversa dalle istituzioni competenti e che invece viene lasciato per strada in balia degli eventi. Solo per miracolo ad oggi non c’è scappata la vittima innocente, la tragedia annunziata. Accogliere cittadini extracomunitari vuol dire essere in grado di offrire a queste persone dignitosa assistenza sotto ogni profilo: onestamente ci chiediamo come possa un Paese che non riesce a far fronte alle esigenze di migliaia di italiani in stato di povertà addossarsi un simile onere aggiuntivo.

Allora basta con il finto buonismo, con l’aizzare ad arte i cittadini gridando troppo frettolosamente alla prevenzione nei confronti dello straniero quando a queste persone non si ha nulla da offrire. Buon senso e lealtà da parte della politica locale e centrale per tutelare la capitale del Mediterraneo rispettando nel contempo i diritti umani e la dignità degli stessi extracomunitari. Un plauso alle municipalità e alle tante associazioni di volontari che con eroica abnegazione giorno per giorno tentano di dare dignità a siti storici trasformati in mercatini delle pulci dai Rom.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.