Torna l’incubo rapine in auto tra San Giorgio a Cremano e San Giovanni a Teduccio

Brevi attimi, il tempo di aprire il bagaglio ed estrarre la ruota di scorta, sono sufficienti ai banditi per razziare quanto presente nell’auto e rapinare il proprietario

737

Torna l’incubo rapine in auto tra San Giorgio a Cremano e San Giovanni a Teduccio : chi narra è stato direttamente protagonista di un tentativo di raid fortunatamente non andato a buon fine. Semplice la tecnica adoperata dai malviventi: uno scooter con due individui a bordo si avvicina all’auto ferma ad un semaforo o nel traffico e il passeggero del motoveicolo con estrema abilità , senza quasi muoversi , buca una delle ruote della macchina presa di mira. Una volta ripartita la vittima è costretta a fermarsi dopo poche decine di metri per sostituire il pneumatico. Brevi attimi, il tempo di aprire il bagaglio ed estrarre la ruota di scorta, sono sufficienti ai banditi per razziare quanto presente nell’auto e rapinare il proprietario.

Lo scrivente fortunatamente invece di provvedere alla sostituzione della ruota fermandosi subito, insospettito dalla presenza costante dello scooter, ha proseguito la corsa mandando in fumo i piani dei malviventi che hanno preferito non rischiare vedendo la potenziale vittima raggiungere un gommista nei paraggi difronte al quale si trovava in servizio una macchina dei vigili urbani. Sconcertante l’esclamazione del titolare dell’attività che una volta visto il foro ha esclamato : “ Vi volevano fare ( derubare, rapinare) , questa settimana hanno messo a segno 5 colpi così”. Complice la penuria di mezzi che attanaglierebbe alcuni clan operanti nella periferia orientale di Napoli affiliati e cani sciolti per sbarcare il lunario sarebbero tornati ai furti in appartamento, alle truffe e alle rapine in auto. Il tutto sarebbe favorito dall’aria di guerra che sinistra spirerebbe all’interno del sistema in quella parte della città, come testimonierebbero le stese registrate negli ultimi tempi in loco. Insomma l’emergenza sicurezza è ormai endemica: è avvilente prendere atto di come un onesto cittadino debba temere di camminare per strada o circolare in auto persino recandosi a lavoro.

D’altro canto ad oggi le istituzioni governative continuano a puntare sulla repressione per combattere il fenomeno camorristico con risultati visibilmente insufficienti. Un mare di gente senza adeguata scolarizzazione, assuefatta all’inoccupazione e all’alienazione sociale vive da sempre al di fuori della legge in cotesti simili a ghetti monocolore dove prolifera qualsiasi attività illecita. Francamente è un’offesa all’intelligenza e al diritto alla pubblica sicurezza degli onesti contribuenti pensare di risolvere il problema riempendo esclusivamente Napoli e l’hinterland di uniformi. Della serie : a pagarne le spese è sempre la brava gente, senza scorta ne auto blindata.

Alfonso Maria Liguori

Condividi
PrecedenteD’Aniello Cycling Wear ancora vincente con Luca Russo a Santa Maria Capua Vetere
SuccessivoErcolano, la Cgil: “Sì alla democrazia, no all’oligarchia”
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.