Tra emozione, sorrisi e tanto fervore, la squadra e lo staff tecnico della Givova Scafati si è radunato nella giornata di ieri, effettuando lavoro in palestra al mattino (test fisici) e allenamento al PalaMangano il pomeriggio.

Unici assenti i due statunitensi Aaron Thomas e Shaquille Goodwin, attesi a Scafati nella giornata odierna. Ha invece effettuato lavoro differenziato il giovane Michele Giordano, ancora in fase di recupero dopo l’infortunio accorsogli nell’ultima parte della precedente stagione agonistica.

Dichiarazione di coach Marco Calvani: «Il fatto di essere ritornato a Scafati per la terza volta nella mia carriera rappresenta per me un importante attestato di stima da parte della proprietà. Sono molto contento, ho sensazioni estremamente positive, perché conosco l’ambiente e parte dello staff, con cui ho già lavorato in precedenti occasioni, e contestualmente ho già avuto modo di apprezzare le qualità, la bontà e la disponibilità di chi non conoscevo in questi miei primi giorni di permanenza a Scafati. Ho trovato ragazzi molto motivati, come d’altronde mi aspettavo.

Al momento del mio ingaggio, la società aveva già confermato due giocatori (Ammannato e Romeo) che già facevano parte di questa rosa e contrattualizzato altri due (Rossato e Contento), ma ci tengo a sottolineare che ogni decisione assunta è stata condivisa con me, tant’è che, sebbene fossero già stati bloccati questi quattro atleti, mi è stato sin da subito riferito dalla proprietà che, se non fossi stato convinto, era ancora possibile prendere in considerazione altre soluzioni. Credo che il girone est ha un po’ più di qualità rispetto al girone ovest, che invece vedo molto equilibrato, tranne un paio di squadre forse un passo più avanti rispetto alle altre. Nella composizione dei roster, ogni club si è preoccupato sia delle tre promozioni, ma anche e soprattutto delle cinque retrocessioni.

Noi abbiamo allestito un roster competitivo, che ha l’ambizione di disputare i play-off, perché ha tutti i requisiti per raggiungere questo obiettivo». Dichiarazione del pivot Marco Ammannato: «Sono rimasto a Scafati perché mi trovo bene con la società, con la città e con le persone. Ho ambizioni importanti e voglia di riscatto, visto soprattutto il modo in cui abbiamo terminato, con rammarico, la precedente stagione agonistica. La rosa è quasi tutta nuova, ma si compone di tutti ragazzi tranquilli, gran parte dei quali conoscevo già. Il coach è nuovo, ma è esperto della categoria ed è di grande affidabilità. Sono ultimamente circolate molte voci, talvolta tra loro discordanti, in merito al fatto che la rosa attuale è più o meno competitiva della passata, ma è presto per trarre giudizi, che ora lasciano il tempo che trovano. Dovremo remare tutti dalla stessa parte, avere uno spogliatoio unito e difendere con “cazzimma”, come dice patron Longobardi, consapevoli che il campionato sarà lungo e difficile. Il primo approccio con i compagni e con lo staff tecnico è andato benissimo e sono lieto di assumermi, da veterano, la responsabilità di essere da esempio per gli altri e aiutarli ad ambientarsi a Scafati». Dichiarazione del playmaker Claudio Tommasini: «Sebbene sia un veterano della categoria, il giorno del raduno per me ha sempre un sapore particolare. Arrivo in un posto che conosco solo da avversario ed è sempre bello conoscere il nuovo staff, i nuovi compagni ed il palazzetto dove per otto mesi e forse anche di più vivrò emozioni importanti.

Ho trovato una società molto seria ed organizzata, siamo stati tutti noi introdotti bene nell’ambiente, dove ci sono gerarchie molto chiare e prestabilite. Sono curioso di vedere la squadra al completo con l’innesto dei due americani, con i quali sono certo che saremo un bel gruppo. Il livello del nostro girone si è alzato notevolmente e credo che quest’anno le squadre del girone ovest siano molto competitive, al pari se non addirittura superiori a quelle del girone est».