Torre Annunziata, lavoratori del CMO in agitazione per difendere il posto di lavoro

Intanto, nella disputa tra impresa ed istituzioni, i lavoratori come sempre succede sono la parte meno tutelata e devono cavarsela da soli

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cmo lavoratoriIeri mattina alle 12.00 presso i locali del Gido’s Cafè si è tenuta la conferenza stampa dei lavoratori del CMO Centro Polispecialistico per proclamare ufficialmente lo stato di agitazione a seguito dell’annuncio da parte della proprietà dell’avvio della procedura di licenziamento per 70 unità lavorative, sulle 140 totali, a partire dai prossimi giorni.


La ‘crisi’ della struttura, fiore all’occhiello dell’imprenditoria oplontina, nasce dopo il sequestro per abusivismo edilizio da parte del comune della palazzina che è destinata al servizio di medicina nucleare. Un abuso che riguarderebbe alcune aree – una pensilina, una cabina elettrica, un vano scale – contigue allo stabile usato per le prestazioni sanitarie. Ma nonostante ciò, e malgrado la disponibilità dell’azienda al ripristino dei luoghi, il sequestro cautelativo ha riguardato tutta l’ala adibita alla diagnostica ed alla terapia in campo biomedico bloccandone di fatto l’operatività.

L’interruzione delle prestazioni ha comportato una riduzione del 50% del fatturato dell’azienda e l’immediato annuncio degli imminenti licenziamenti da parte della proprietà con annesso ricatto di abbandonare definitivamente il territorio se il contenzioso non dovesse risolversi in modo positivo ed in tempi brevi.

Intanto, nella disputa tra impresa ed istituzioni, i lavoratori come sempre succede sono la parte meno tutelata e devono cavarsela da soli. I primi ad esser presi di mira saranno quelli con contratto a tempo determinato (una trentina circa): due contratti scadono domani, altri 13 a metà settembre. Poi se la vertenza non troverà sbocchi si procederà con il resto dei dipendenti come in una roulette russa. E per un territorio già devastato da una endemica crisi economica annoverare altri disoccupati sarebbe un colpo mortale.

Per questo e per difendere il loro diritto al lavoro il “Comitato Lavoratori CMO – art.32 libertà e salute” ha preso la parola chiedendo a tutte le forze politiche e sociali, in primis di Torre Annunziata e dei comuni limitrofi, la loro vicinanza ed una possibile proposta per far sì che l’azienda sanitaria riprenda tutte le sue attività e ritiri la procedura di licenziamento in atto.  Chiedono anche al sindaco della città di prendere parola sulla questione in modo ufficiale affinchè lo stesso si esprima sulla reale esistenza di cose concrete da fare.

La vertenza è appena cominciata ed il comitato si appresta a mettere in campo una serie di iniziative di protesta, per ora tutte improntate al dialogo civile, che comunicherà di volta in volta sulla sua pagina facebook. Negli incontri ai vari tavoli tecnici con i rappresentanti delle locali istituzioni che si susseguiranno  si spera si giunga ad una condivisione di intenti questa volta non con chi pensa solo ai profitti ma con chi vuole salvaguardare il proprio lavoro, la propria autonomia, la propria  dignità.

VIAN