Sasà Mendoza dal Vesuvio all’Havana di Cuba

Anche quest'anno il musicista nell'ambito delle sue sperimentazioni musicali ripropone il suo mito Renato Carosone all'Avana di Cuba fondendo ancora una volta la cultura  della canzone napoletana con culture d’oltre Oceano

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Pianista, compositore, arrangiatore, autore e cantante, già noto come instancabile sperimentatore e contaminatore della musica colta, come il Latin jazz, il flamenco arabo andaluso e ritmi brasiliani con la canzone napoletana.

Quest’anno dall’ombra del Vesuvio della sua amata San Giorgio a Cremano, città natia di  Massimo Troisi e di Alighiero Noschese a cui il musicista ha dedicato un brano del suo penultimo CD dal titolo “Bella la mia città”, è stato ospite alla “Casa della musica dell’Havana in Cuba” dove ha incontrato musicisti cubani di grande talento tra cui Manolito Simonet (nella foto) e successivamente all’Havana Libre”, suonando con l’orchestra cubana della famosa cantante la “Dama di Cuba” Monika Mesa (nella foto in basso) famosa  per la sua versatilità musicale e la capacità di interagire tra generi e stili musicali come la salsa, brani classici della tradizione cubana contaminati con la tradizione flamenca dell’Andalusia ed infine ha concluso il suo tour musicale al vernissage del Gran teatro “Alicia Alonso” de la Habana.

Parte cosi un progetto musicale tra Napoli e Cuba che vede coinvolto anche il marito della cantante, Marianao Joel Dominguez, musicista, arrangiatore nonchè produttore musicale della Dama de Cuba “per realizzare insieme un brano scritto da Sasà Mendoza  proprio in occasione di questo viaggio a cuba con il testo in lingua spagnola di Diego Moreno, musicista e cantante argentino e suo grandissimo  amico.

Già nel settembre del 2004 nella magica cornice del teatro della Mostra d’Oltremare, Sasà Mendoza fu ospite della manifestazione “Premio Carosone” affiancato da Karine Chenaf cantante francese di origine marocchina ed in quella occasione presentò una rivisitazione in chiave Latin jazz di “Guaglione” con una  versione in francese dal titolo “Bambinò”, brano di vincitore  del Festival di Napoli cantata prima  da Aurielio Fierro con il quale Sasà Mendoza ha avuto la fortuna di collaborare nonchè con Fabrizio Fierro e poi successivamente reinterpretata da Renato Carosone.

Anche quest’anno il musicista nell’ambito delle sue sperimentazioni musicali ripropone il suo mito Renato Carosone all’Avana di Cuba fondendo ancora una volta la cultura  della canzone napoletana con culture d’oltre Oceano.

“Venire a Cuba è sempre stato un sogno che quest’anno ho potuto realizzare ma la felicità ancora più  grossa è poter rappresentare Napoli, la mia città, la cultura musicale della mia terra natia e poterla fondere con quella dei ritmi cubani. É un grande onore – ha aggiunto Sasà Mendoza – portare a Cuba Renato Carosone, mio idolo sin da quando ero bambino, il capostipite, il primo sperimentatore e contaminatore musicale che ha fuso  la musica napoletana con diverse culture nel mondo in particolare con quella araba e con il jazz americano. Mi reputo molto fortunato anche perchè ho avuto anche la fortuna di conoscerlo a Sanremo durante il “Premio Tenco”. Allora suonavo nella band di Enzo Gragnaniello, mi ritrovai sullo stesso palco: lui era lì, durante le prove, tranquillo, un po’ schivo ed aspettava che noi gli cedessimo il palco. Grande emozione”.