Commedianti all’ombra del Vesuvio. Che fine ha fatto la Politica?

Appare evidente come le comunità vesuviane siano penalizzate da governi locali legati, più o meno direttamente, a potenti unità familiari in grado di monopolizzare, spesso con camaleontica abilità, la scena pubblica

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Prenderebbe consistenza l’ipotesi che a comandare nel vesuviano siano pochi casati. Appare evidente come le comunità all’ombra del vulcano più famoso del Mondo da sempre siano fortemente penalizzate da governi locali legati, più o meno direttamente, a specifiche “bandiere”, a potenti unità familiari in grado di monopolizzare, spesso con camaleontica abilità, la scena pubblica.

L’ iter evolutivo di molti paesi all’ombra del Vesuvio si scontra continuamente con questioni politiche datate, rancori personali, frustrazioni di amministratori legati ai vecchi schemi di Palazzo.

Con disarmante onestà non possiamo dimenticare gli anni della Dc, quando, nonostante tutto, si creava occupazione e i soldi giravano nelle cittadine vesuviane. Oggi stranamente qualcuno sembra aver dimenticato quel periodo anche se alla stessa favorevole parentesi storica deve posto di lavoro e carriera: i tempi son cambiati e improvvisamente ci si scopre fondamentalisti della morale, integerrimi depositari della verità, giudici severi pronti a puntare il dito contro chi per decenni ha mandato in rovina le realtà di cui si narra. Si ricerca a tutti i consti il consenso popolare esponendosi mediaticamente in situazioni che scimmiottando la filantropia rasentano il ridicolo.

Si sa, la gente è ingrata e dimentica in fretta, poi ci sono i giovani, più o meno qualificati, da piazzare, spesso estremamente ambiziosi, e pur di riuscire si è pronti a sparare su chiunque possa fungere da ostacolo alle proprie mire occupazionali.

Fondamentalmente una guerra tra poveri combattuta da portaborse alla ricerca del momento di notorietà: dall’alto i potenti, quelli veri, assistono divertiti usando a proprio piacimento burattini facilmente sacrificabili.

Ecco che quando si incontra un amministratore leale, umile, concreto si torna veramente a sperare in un domani migliore: il vesuviano, fortunatamente, può contare su individualità che possono e devono fare la differenza. Sempre che gli sia concesso, che non gli si tarpino continuamente le ali con mezzucci e strategie da comari isteriche. Altrimenti continueremo ad assistere a farse recitate più o meno correttamente da star, buoni attori, scarne comparse e inservienti al minuto.

Alfonso Maria Liguori