Lo scrittore Luca Poldelmengo a Pompei per presentare il suo libro “Negli occhi di Timea”

Intervista allo scrittore romano che parteciperà al festival della letteratura noir di Milano concorrendo al premio “Scerbanenco” ad inizio dicembre

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Ancora una volta la libreria Mondadori store di Pompei, locata in via Sacra e gestita dalla responsabile Oriana Testa, è stata sede di un interessante evento letterario venerdì sera 9 novembre, quando si è tenuta la presentazione dell’ultimo cimento letterario “Negli occhi di Timea” (Edizioni E/O – pagg. 207) dello scrittore Luca Podelmengo. A curare la serata con un’interessante discussione in compagnia l’autore assieme al pubblico presente nella libreria, è stato lo stimato autore Francesco Paolo Oreste, originario di Boscoreale, che ha introdotto lo scrittore romano ed il suo libro.




Luca Poldelmengo, 45enne, è un professionista poliedrico che ha esordito come sceneggiatore del film “Cemento armato” nel 2007. Il suo primo romanzo è stato “Odia il prossimo tuo “ del 2009. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo “Nel posto sbagliato” con Edizioni E/O, dando seguito allo stesso con “Negli occhi di Timea”, recentemente pubblicato come dittico di gran successo. Altri suoi libri “L’uomo nero” e “I pregiudizi di Dio”.

Il moderatore Francesco Paolo Oreste, con la sua esperienza, fa da apripista per introdurre le tematiche trattate nel thriller di genere noir ed i suoi personaggi,a tratti controversi . Parte del romanzo è ambientato in Albania e tratta di una problematica particolarmente sentita come quella del traffico dei rifiuti in una sorta di intrigo internazionale . La squadra poliziesca Red deve risolvere il caso facendo utilizzo del metodo dell’ipnosi. Svariati sono i protagonisti tra cui spiccano l’ex commissario Vicent Tripaldi ed il suo gemello Nicolas, e poi c’è lei ,Timea, una bimba di soli cinque anni, unica testimone di una efferata strage.




“Sebbene sia un dittico, è un romanzo che si può leggere anche stand-alone ed è autoconclusivo -riferisce l’autore- L’idea mi è nata leggendo un passo di un libro di Giancarlo De Cataldo in cui si accennava ad un fatto dove all’FBI avrebbe fatto comodo l’ipnosi per sbrogliare un caso intricato. Da lì si è accesso il flash”.

La riflessione che ci induce il thriller è: se tutti noi potessimo essere delle telecamere viventi per registrare eventi che capitano sotto i nostri occhi e, alla bisogna, poter riversare le immagini per supportare le forze dell’ordine a risolvere casi? Si parla di POV, acronimo inglese di “ Persistence Of Vision”, cioè immagini create grazie al fenomeno di persistenza dell’occhio umano.




“L’11 settembre e la strage delle torri gemelle di New York è stato l’elemento scatenante da cui poi si è maggiormente sentita la problematica della sicurezza per tutti noi. Oggi le videocamere disseminate in ogni dove registrano praticamente tutto, circa l’80% delle indagini della polizia ne fanno uso – dice lo scrittore – Chiaramente c’e’ poi la problematica della privacy a fare da contraltare. Tutti noi siamo potenziali telecamere con i nostri occhi per tutte le immagini che ci capitano nel nostro campo visivo in tutto i momenti della giornata . Pensiamo ad un’ immagine di una macchina che passa velocemente e poi da essa vengono successivamente esplosi dei colpi di pistola, tramite ipnosi dalla nostra memoria potrebbe scaturirne il numero di targa che prima abbiamo visto ma che non era un elemento interessante prima dell’evento che ne ha fatto nascere il bisogno” .

Luca poi ci parla dei vari personaggi del libro, tanti oltre ai già citati, come Luca Basile, creatore della Red, Tony D’Angelo: “Non ci sono personaggi in assoluto rappresentanti del bene o del male. Ognuno di loro ha una luce dentro.E’ in generale un racconto di redenzione con i vari personaggi che interiorizzano dei contrasti irrisolvibili ”. Il tifo è però tutto per lei, per Timea, la bambina della copertina del libro. “L’ipnosi ha chiaramente problemi etici perché ci mette a nudo. Poi praticata su una bimba, unica testimone che ha assistito ad un delitto, la problematica è enfatizzata come tematica del libro da cui si prendono le mosse per riflettere sull’etica dello strumento stesso.Tutto dipende da come si utilizza il potere”.




Ma in generale come nasce l’idea narrativa per Luca Poldelmengo? “È un processo dinamico che a volte nasce anche dalla cronaca. Per esempio per questo mio ultimo libro mi sono fatto delle domande su un evento di cronaca realmente accaduto nel 2012 in Alta Savoia in Francia dove una bimba di soli 4 anni fu l’unica superstite di una famiglia sterminata in un incidente dove si verificò anche la morte di un ciclista. Poi ci fu tutto un risvolto giallo della stessa vicenda di cui poi non mi sono più interessato. Fui comunque colpito da questa vicenda. Diciamo che per fare l’impianto di una storia di metto circa 5 o 6 mesi. Poi lascio sedimentare. Per chiudere la storia, ci impiego circa un anno ma se poi non sono convinto, lascio stare. Non soffro di “sindrome da pagina bianca” visto che ho tanti impegni con altri lavori e famiglia, per cui cerco di ottimizzare i tempi per la scrittura narrativa dei miei libri”.

Con il pubblico degli astanti si fa una riflessione sul ruolo dello scrittore e su quale consiglio si sente di dare per chi vuole cimentarsi nella difficile arte della scrittura : “Di Charles Bukowski ne nasce uno su un milione. Ci vuole distacco per scrivere di sé , per capire se effettivamente possa interessare il prossimo inteso come pubblico dei lettori”.

Luca poi ci regala altre curiosità sul libro :” I diritti per la tv ed il cinema sono già stati acquisiti per la storia, chiaramente sarebbe un progetto con grossi investimenti di capitali in considerazione dei vari effetti speciali”.

Per i progetti futuri : “Sto lavorando ad una idea di una narrazione a grande respiro che parte in Italia e poi si allarga in Europa. Sto facendo ricerche per tematiche particolare che già stanno prendendo piede negli Stati Uniti e non ancora qui da noi . Però non vorrei aggiungere altro in merito”, ammicca scaramantico il buon Luca, che predilige Giancarlo De Cataldo e Massimo Carlotto fra gli scrittori italiani e Don Winslow e Jean Claude Izzo fra gli stranieri.

Ad inizio dicembre nell’ambito del Noir Festival di Milano (www.noirfest.com) sarà assegnato il premio”Scerbanenco” per il miglior noir italiano dell’anno. Tutti i lettori possono votare registrandosi sul link del festival. Luca Poldelmengo parteciperà con “Negli occhi di Timea” con l’intento di portarsi a casa l’ambito premio in un parterre de roi che vede altri importanti scrittori come de Giovanni, Pulixi, Tura ed altri.

Domenico Ferraro



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