Ad Ercolano parte il valzer degli incontri politici per salvare la “poltrona”

Facendo le dovute eccezioni francamente ad oggi, al di la di eventi ad appannaggio di pochi e di un’attenzione mediatica costruita ad arte, Ercolano ha vissuto una parentesi politica simile ad una minestra riscaldata

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Partito a Ercolano il valzer degli incontri politici per salvare le poltrone e garantire la nuova candidatura a sindaco dell’attuale primo cittadino Ciro Buonajuto. Per chi conosce l’humus locale manovre più che scontate: la politica è fatta di numeri e adesso bisogna contarsi per non rischiare di “restare soli”. Svanito il sogno romano al seguito di Matteo Renzi, Buonajuto punterebbe a ricoprire per un altro quinquennio la carica di sindaco a Ercolano. In tal senso sarebbero in corso incontri più o meno ufficiali per tentare di ricompattare i ranghi e dare nuovamente concretezza al consenso plebiscitario che anni addietro decretò alle urne la vittoria del renziano doc.

Ecco che come sempre ci si interroga sulle possibili alternative, raccogliendo dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano in merito a possibili scese in campo solo all’ultimo momento in piena fase elettorale. Manovre che seppure messe realmente in essere non sortirebbero altro effetto che screditare il o la protagonista favorendo nel contempo lo stesso Buonajuto.

L’impressione reale invece è che si stia tentando di alzare la posta, il prezzo delle adesioni alla scuderia Buonajuto che in questa parentesi storica necessiterebbe di consensi e quindi di numeri. Lodevole il coraggio di un’ ex esponente del direttivo locale del  PD, l’avvocato Loredana Gargiulo, attuale coordinatrice per i paesi vesuviani del movimento “Sud Protagonista”, che  aveva pubblicamente dichiarato di essere pronta a ricoprire qualsiasi incarico per il bene della comunità non condividendo più la politica messa in essere, soprattutto nel sociale, da Buonajuto. Esternazioni fatte nei tempi giusti e nel rispetto dell’intelligenza degli ercolanesi.

Facendo le dovute eccezioni francamente ad oggi, al di la di eventi ad appannaggio di pochi e di un’attenzione mediatica costruita ad arte, Ercolano ha vissuto una parentesi politica simile ad una minestra riscaldata. Ancora compensi regalati ad assessori fantasma che non hanno prodotto nulla per la collettività, ancora veleni e protagonismi esasperati da parte di qualche membro autorevole dell’amministrazione comunale. Fortunatamente all’interno della Giunta qualcuno, fiero delle  proprie origini ercolanesi, si è sempre distinto, soprattutto nelle emergenze che hanno  ripetutamente colpito il paese onorando il proprio mandato.

Della serie: andiamo avanti sognando un’Ercolano meritocratica, in cui rivalità personali e deliri di onnipotenza lascino il posto all’amore per i luoghi e alla tutela di chi erediterà questa terra vulcanica.

Alfonso Maria Liguori