Le gole profonde della camorra potrebbero fare luce su omicidi eccellenti anche nel mondo politico

Sarebbe veramente giunto il momento di fare chiarezza su vicende coperte da una folta nube ad oggi mai dissolta, il tutto in nome del rispetto per la legalità nell’accezione piena e non parziale o utilitaristica del termine.

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Agrodolce

Sarebbero in tanti a credere, anche vicini ad ambienti investigativi, che alcuni collaboratori di giustizia potrebbero essere lo strumento per fare finalmente luce su una serie di delitti irrisolti nel vesuviano che in alcuni casi si intersecano con il mondo politico. Le gole profonde del sistema potrebbero , in comunità come Ercolano, Torre Annunziata, Torre del Greco , Castellammare di Stabia, ricostruire dinamiche e moventi di agguati mortali ad oggi dopo decenni avvolti ancora dal mistero.

Mistero che nei paesi all’ombra del Vesuvio cela spesso una realtà ben nota a tutti ma scomoda da palesare. Sarebbe veramente giunto il momento di fare chiarezza su vicende coperte da una folta nube ad oggi mai dissolta, il tutto in nome del rispetto per la legalità nell’accezione piena e non parziale o utilitaristica del termine. Purtroppo a favorire certi personaggi l’omertà che impera ancora in contesti dove, è doveroso ribadirlo, grazie al coraggio di commercianti e imprenditori i clan hanno subito colpi durissimi venendo in alcuni casi quasi annientati. L’opera professionale e instancabile delle forze dell’ordine e della magistratura , supportata dalle rivelazioni di qualche pentito , potrebbe portare all’identificazione dei colletti bianchi del sistema, professionisti al soldo del crimine organizzato che per anni si sono arricchiti operando ai margini e perfino a braccetto con lo stesso. Solo pensare che dietro veri e propri imperi economici frutto di illecite attività ci siano esclusivamente camorristi dall’indole feroce ma semianalfabeti è offendere l’intelligenza degli onesti contribuenti che animano le comunità vesuviane.

Finché non verrà fuori la verità, ovvero le collusioni tra due mondi che dovrebbero almeno sulla carta essere da sempre in completa antitesi si otterranno solo risultati modesti nella lotta alla prevaricazione violenta che per troppo tempo ha macchiato di sangue i paesi all’ombra del Vesuvio. La verità è che gli interessi in gioco sono enormi così come lo spessore di insospettabili invischiati con il business della camorra : altrimenti non si spiegherebbe come mai pentiti che si sono accusati numerosi omicidi continuerebbero a tacere in merito a determinate questioni. Probabilmente temono di cozzare con poteri talmente forti da spaventare più dell’ergastolo.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.