Sanità: approvato in Senato l’emendamento anti De Luca

Le dichiarazioni del capogruppo in Commissione Sanità Maria Castellone (M5S)

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Approvato dall’aula del Senato l’emendamento che ripristina l’incompatibilità tra il ruolo di presidente di Regione e commissario per il rientro del piano sanitario.

“Cancellata, finalmente, una norma che per troppo tempo ha affidato nelle mani di un uomo solo i ruoli di controllore e controllato. Una norma disegnata su se stesso dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e imposta al governo amico dell’allora premier Matteo Renzi.

 

E non è un caso che a esprimere parere sfavorevole all’emendamento sia stato oggi proprio quello stesso Pd che aveva affidato nelle mani di De Luca le redini della sanità campana. Un settore tramutato dal governatore a suo personale carrozzone per distribuire nomine agli amici degli amici, regalare, con colpi di mano realizzati sotto il sole di Ferragosto, stipendi da nababbi ai manager fidati nominati grazie a una legge scellerata che penalizza il merito e premia la sola fedeltà al governatore”.

E’ quanto annuncia la senatrice e capogruppo in Commissione Sanità Maria Domenica Castellone.

 

“Il nuovo commissario, così come stabilisce l’emendamento approvato oggi, dovrà possedere comprovate e qualificate professionalità, esperienza di gestione sanitaria e aver ricoperto incarichi di amministrazione o di direzione di strutture sanitarie. Competenza, merito ed esperienza, dunque per superare l’approssimazione che ha devastato la sanità negli ultimi anni, come accaduto in Campania con operazioni volte a smantellare ospedali, chiudere reparti e accorpare presidi senza alcuna logica. Col risultato di precipitare la sanità campana all’ultimo posto nel paese, con inchieste-scaldalo per l’acquisto di apparecchiature salvavita, come accaduto al Pascale e di recente all’Ospedale del Mare, per l’assoluta assenza di controlli nelle procedure di appalto, reparti chiusi per il party del primario e formiche che prendono d’assalto pazienti intubati. Casi che presto apparterranno solo alle peggiori pagine di storia della Campania e del nostro paese”.