San Giorgio a Cremano: arrestati un dipendente pubblico e un imprenditore

Colpiti dal provvedimento l’attuale funzionario responsabile del servizio di polizia amministrativa e mobilità del Comune ed un imprenditore nel settore della lavorazione del marmo

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Nella mattinata odierna, in San Giorgio a Cremano, i carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli, per il reato di associazione a delinquere, l’attuale funzionario responsabile del servizio di polizia amministrativa e mobilità del Comune ed un imprenditore nel settore della lavorazione del marmo.

Il provvedimento è stato emesso in seguito all’accoglimento del ricorso presentato dalla locale Procura della Repubblica avverso il rigetto del GIP della richiesta cautelare in relazione al reato di associazione a delinquere.

I due furono arrestati il 12 aprile di quest’anno, in seguito ad emissione di un’ordinanza di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Napoli per altri reati su richiesta della locale Procura, che aveva coordinato e diretto le indagini svolte dalla Stazione Carabinieri di San Giorgio a Cremano, che avevano consentito di provare la responsabilità del pro tempore Comandante della Polizia Mortuaria della locale Amministrazione comunale (ora funzionario responsabile del servizio di polizia amministrativa e mobilità), del pro tempore custode del cimitero (titolare di società che fornisce marmi cimiteriali) e di dipendente della citata società “La Misericordia”, in merito:

– all’esecuzione di lavori edili in assenza di permesso, mediante ampiamento volumetrico di edicola funeraria, ricavando 11 loculi rispetto ai 3 originari;

– al trasferimento arbitrario dei resti mortali dal citato monumento funerario all’ossario comune, al fine di realizzare i lavori di cui sopra.
I reati contestati a vario titolo ad aprile furono induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater c.p.), falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale (art 479 c.p.), truffa (art 40 c.p.),
All’ epoca risultarono indagate:

– ulteriori 9 persone per il reato di cui all’art. 319 quater c.p. , in quanto consegnavano somme di denaro (dai 1000 ai 5000 euro) ai soggetti oggetto di o.c.c. per avere un loculo ricavato nella suddetta edicola;

– un soggetto per avere falsamente dichiarato di essere erede della famiglia originariamente proprietaria dell’edicola funeraria, al fine di ordinare i lavori della citata struttura.

Inoltre fu disposto il sequestro preventivo di 33mila 500 euro, disponibili in forma liquida o sul conto corrente, nei confronti dei tre destinatari di misura cautelare.