Torre Annunziata: CMO, comune blocca il trasloco

Annullata la richiesta di trasferimento della struttura sanitaria presentata dall’azienda

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Era tutto pronto ormai affinchè cominciassero i lavori per eseguire il trasloco del reparto di Medicina Nucleare del centro polispecialistico CMO di via Roma.

Un passaggio dallo stabile posto sotto sequestro dalla Procura di Torre Annunziata per abuso edilizio ad una struttura vicina che dopo opere di adeguamento avrebbe potuto ospitare i macchinari di ultima generazione in possesso dell’azienda e far ripartire l’attività in tempi rapidi soddisfacendo così sia la richiesta da parte di numerosi pazienti provenienti da tutta la penisola per effettuare le proprie cure in un luogo all’avanguardia sia l’urgenza rivendicativa dei settanta lavoratori ormai da quattro mesi in regime di disoccupazione.

Ma come un fulmine a ciel sereno arriva il diniego del comune alla SCIA in sanatoria richiesta dall’imprenditore Luigi Marulo per effettuare i lavori di restauro e risanamento conservativo con fusione e cambio di destinazione d’uso delle unità immobiliari in questione.

In pratica dall’ente oplontino fanno sapere che il trasferimento della struttura sanitaria è bloccato. Il motivo è che le osservazioni presentate dall’amministratore delegato dell’azienda sul procedimento di rigetto della Scia non sono ritenute meritevoli di accoglimento poiché mancanti della documentazione richiesta e non esaustive per una corretta istruttoria e si evidenziano inoltre discordanze tra gli elaborati grafici presentati, le planimetrie catastali prodotte e le visure catastali.

Questo ulteriore aut aut proveniente dalle istituzioni cittadine ha immediatamente provocato malumore tra i lavoratori che si battono da tempo per far si che il loro luogo di lavoro sia nuovamente disponibile garantendogli un reintegro in tempi brevi.

L’operato del comune è visto in malo modo: “si poteva benissimo accompagnare l’azienda nel percorso di richiesta della Scia, garantendogli un supporto tecnico, e con questo tenere tra le priorità il destino di settanta lavoratori da mesi licenziati. Invece si continua in un conflitto tra azienda e comune che niente di buono fa sperare”.

Così si esprime il portavoce del Comitato Lavoratori CMO Art.32 che ieri in delegazione con altri quaranta colleghi ha incontrato il capo dell’ufficio tecnico del comune e l’assessore ai lavori pubblici per chiedere chiarimenti, celerità e soprattutto di praticare quella solidarietà nei confronti delle risorse umane che fremono per la risoluzione del contenzioso.

Intanto l’azienda fa sapere che è pronta ad integrare la richiesta di Scia con ulteriori e più dettagliate informazioni ed entro la fine di questa settimana nuovi incartamenti saranno presentati agli uffici comunali competenti. Che sia questa la volta buona per metter fine all’ aspro ed  infinito confronto tra le parti?

vian