Non più di quindici persone ad inaugurare la sede della Lega a Boscotrecase. Protetti da uno smisurato schieramento di forze dell’ordine, una quarantina tra poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, gli adepti locali del partito ‘nordista’ hanno aspettato invano l’arrivo del coordinatore regionale Cantalamessa che avrebbe dovuto battezzare, chissà se con acqua del Po, la neonata sezione alle falde del monte sterminatore.

Ma il popolo vesuviano non si è fatto ipnotizzare, almeno in questa serata fredda di fine anno, dalle sirene del sovranismo leghista. Memori, forse, delle parole discriminatorie proferite in passato dall’attuale capo del viminale ‘Vesuvio lavali col fuoco’, gli abitanti del vulcano hanno saputo schierarsi scegliendo di stare dalla parte della montagna e disertando l’appuntamento.

Di contro, e di fronte, un presidio rumoroso e numeroso, sessanta persone o forse più, ha accompagnato con cartelli, slogan e cori anti-Lega e anti-Salvini tutta la durata della kermesse-flop. Un presidio autoconvocato nei giorni scorsi con un volantino a firma ‘Zona Antifascista’ e dal titolo ‘Lega merda’ che rivendicava l’autonomia politica di quest’area territoriale e ricordava ‘l’indole ribelle dei popoli del Sud pronti a dar battaglia a qualunque tentativo di esportare anche a queste latitudini i pericolosi contenuti razzisti e reazionari quotidianamente propagandati dal segretario leghista’.

vian