Torre Annunziata, Bergamasco: “Le bombe della camorra qui esplodono nel silenzio”

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Con una lettera inviata al nostro giornale, Claudio Bergamasco, ex presidente del Forum Sicurezza e Legalità del Pd di Torre Annunziata, ha esposto il suo punto di vista sulle ultime vicende di cronaca che hanno riportato alla ribalta la questione racket a Napoli e provincia.

«L’attentato alla pizzeria di Gino Sorbillo – vuoi per la fama della vittima, vuoi per l’esigenza della politica di aprire un nuovo fronte di discussione/speculazione – un effetto positivo lo ha comunque prodotto: si sono riaccesi i riflettori sulle azioni della criminalità organizzata nel Napoletano e sulla necessità di contrastarle. Vedremo quanto durerà la cosa, intanto, però, sono saliti alla ribalta nazionale anche i fatti di Afragola, dove, prima dell’episodio che ha coinvolto Sorbillo, nemmeno le dieci bombe esplose nelle ultime settimane erano riuscite a fare davvero rumore.
Ci sono, però, realtà che sono rimaste comunque nell’ombra. Torre Annunziata, ad esempio, dove qualche mese fa è andata in scena un’analoga escalation criminale a base di ordigni a danno di esercizi commerciali, con qualcuno che, dopo l’ennesimo attentato subito, si è visto costretto a mollare ed a chiudere. Da allora i ‘botti’ sono finiti ma, non essendo stata fatta ancora piena chiarezza sui responsabili, forse c’è da avere paura soprattutto di tutte le bombe che non sono esplose, perché vuol dire che c’è chi si è piegato oppure ha abbassato la saracinesca.
Questa poteva essere l’occasione buona per rilanciare il dibattito sulla sicurezza e sulla legalità in Città, magari verificando l’esigenza di ricevere maggiore supporto da parte di Forze dell’Ordine e Magistratura o la necessità di interventi di altro tipo. Dibattito il quale – al netto di commemorazioni, intitolazioni ed onorificenze varie – non sembra essere per nulla centrale. Sintomatica è la situazione dell’Osservatorio Permanente (?) sulla Sicurezza e sulla Legalità che, decaduto al momento dell’insediamento del nuovo sindaco nel giugno del 2017, non è stato più rinnovato. Dall’ultimo annuncio al riguardo sono trascorsi altri tre mesi di nulla. Certo, per sconfiggere la criminalità ci vuole ben altro, ma l’Osservatorio può essere comunque uno strumento utile. Ed in ogni caso si tratta pur sempre di una palese contraddizione che un’Amministrazione Comunale che dice di essere in campo per la legalità non può permettersi di continuare a vivere, determinando una perdita di credibilità anche per l’intera Città. E qui ritornano alla mente le severe parole di Paolo Siani, il fratello del compianto Giancarlo, su alcuni aspetti molto controversi del passato torrese, dai quali dovremmo dimostrare di esserci completamente emancipati. Certe ambiguità non aiutano!
Mi risulta che ci siano grosse difficoltà nell’individuare il Presidente dell’Osservatorio (forse perché vi è l’esigenza che risponda a determinati equilibri politici?). A tal proposito già tempo fa segnalai al primo cittadino una decina di nomi. Adesso mi faccio promotore di un altro suggerimento: si modifichi il regolamento, così come è stato fatto per ‘infiltrare’ pesantemente l’Osservatorio di consiglieri comunali – inutilmente, visto che esso è già organismo consultivo cui possono far ricorso la Giunta ed il Consiglio – e si consenta al sindaco di assumerne la presidenza, fungendo da anello di congiunzione tra l’Amministrazione e l’Osservatorio. Sarebbe utile anche che chi da statuto è chiamato a far parte dell’organismo facesse sentire la propria voce su questo grave ritardo, se non si vuole che il culto della legalità non si riduca solo a manifestazioni esteriori pompose ma prive di sostanza.»

Claudio Bergamasco

La vicenda dell’Osservatorio della Legalità parte da lontano. Istituito nel 2016, è uno strumento permanente dell’Amministrazione Comunale, con funzioni consultive e propositive, di studio, di ricerca, documentazione, monitoraggio, collaborazione e stimolo per le attività comunali a sostegno della legalità. Ha l’obiettivo di accrescere e diffondere la sicurezza sociale e la cultura della legalità in tutto il comprensorio, informando costantemente sulle attività svolte e le iniziative da intraprendere. Presieduto da Carmela Sermino, vedova di Giuseppe Veropalumbo, ucciso il 31 dicembre 2007 da un proiettile vagante, ha prodotto una sola relazione annuale dalla sua istituzione. L’Osservatorio, che «scade» ad ogni consiliatura, avrebbe dovuto essere rinnovato con l’elezione del sindaco Vincenzo Ascione a luglio 2017. Nulla di tutto ciò è accaduto. A dicembre dello stesso anno, il primo cittadino aveva annunciato che «tempo un mese per rimodulare gli atti, rendendoli attuali, e sarebbe ripartito». Tre mesi dopo è arrivata la rimodulazione. Ad ottobre 2018 la riunione preliminare, ma senza seguito alcuno.
Ma il nocciolo è un altro. Durante l’ultimo anno, non sono mancate le bombe carta contro diversi esercizi commerciali nel territorio oplontino. Al terzo raid, la macelleria in via Poerio ha chiuso i battenti. Eppure non è stata ravvisata alcuna risposta concreta – ma, forse, nemmeno «di circostanza» – né dalla politica né dalla cittadinanza.