Casalnuovo, PUC: zero consumo di suolo e si alla rigenerazione urbana

Tra gli ulteriori obiettivi che si intendono perseguire c’è la necessità di colmare un ‘vulnus’ normativo che negli ultimi 30 anni ha comportato incertezze applicative e reso difficile il lavoro per gli operatori del settore

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Approvate le linee di indirizzo del nuovo Puc con l’obiettivo di invertire la rotta rispetto al vecchio Prg: nessuna espansione verso le zone agricole, si alla riqualificazione di quanto si è già costruito, incentivando il recupero del tessuto edilizio esistente senza consumare ulteriore suolo.

Il secondo principio delineato dalla delibera è quello di recuperare “standard” in favore della collettività per colmare la carenza di aree e spazi pubblici. Tutto passa, dunque, anche attraverso il recupero dei siti industriali dismessi e l’idea di puntare sulla presenza della stazione Tav di Afragola al fine di creare nuove possibilità di sviluppo imprenditoriale e di mobilità alternativa.

Tra gli ulteriori obiettivi che si intendono perseguire c’è la necessità di colmare un ‘vulnus’ normativo che negli ultimi 30 anni ha comportato incertezze applicative e reso difficile il lavoro per gli operatori del settore: le nuove regole infatti consentiranno di limitare la discrezionalità degli uffici ed eliminare i margini di manovra politica. “Il vecchio Prg, in vigore dal 1998- ha dichiarato Salvatore Esposito, assessore alla Pianificazione Urbana della giunta guidata dal sindaco Massimo Pelliccia – risulta inefficace a disciplinare la trasformazione e la conservazione del territorio comunale, anche in virtù dei piani sovraordinati successivamente intervenuti a disciplina dell’area vasta provinciale e regionale.

Con il nuovo Puc intendiamo puntare sulla tutela e la valorizzazione della città e degli edifici storici, delle corti e giardini di pregio, sul ridisegno degli spazi aperti, il miglioramento della sicurezza urbana mediante interventi di mitigazione dei rischi ambientali con la riqualificazione/rigenerazione delle aree critiche del territorio, il recupero dello spazio non urbanizzato nell’ambito delle trasformazioni urbane consentite, in linea col principio del contenimento del consumo di suolo”.

Sei gli obiettivi generali delineati nell’ambito dell’approvazione delle linee programmatiche: la salvaguardia dell’identità dei luoghi, ancora riconoscibile nonostante le alterazioni dell’ultimo trentennio, la valorizzazione del patrimonio architettonico e della morfologia urbana, lo sviluppo delle attività produttive-terziarie, che rappresentano un potenziale di grande rilevanza vista anche la prossimità ad altre aree industriali, la razionalizzazione e l’integrazione tra la mobilità locale e quella extraurbana, la necessità di sagomare il centro edificato dando forma al suo contorno, delineando così il limite tra la città e i residui spazi agricoli, la tutela e valorizzazione degli spazi agricoli e lo sviluppo del verde. Le pratiche di “ascolto”, applicate prima e durante la redazione del piano, consentiranno di accogliere aspettative e spunti in grado di contribuire alla sua configurazione secondo criteri condivisi.
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