Rischio Vesuvio, bocciato esodo fuori regione. Ottaviano, Capasso: “Noi già attivi dal 2016”

L’attuale piano della Protezione Civile prevede uno spostamento nelle restanti regioni dell’Italia, “Convivenza Vesuvio”, invece, indica la possibilità di un allocamento nelle province campane

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frana nel Vesuvio“Prendiamo atto che finalmente le istituzioni regionali sposano un’idea che il Comune di Ottaviano ha fatto sua fin dal 2016: far spostare – in caso di eruzione del Vesuvio – i Comuni della zona rossa non verso le altre regioni d’Italia ma nelle province della Campania”. Così il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, commenta un ordine del giorno approvato dalla VII commissione del consiglio regionale che impegna la giunta a prevedere che i «gemellaggi» dei Comuni chiamati ad ospitare gli abitanti sfollati avvengano all’interno del territorio regionale.

Ottaviano, infatti, è stato il primo Comune della zona rossa ad aver aderito al progetto “Convivenza Vesuvio”, messo a punto dalla Fondazione Convivenza Vesuvio e già recepito dalla legge regionale n.13 del 2008. Riguarda tutti gli abitanti dei Comuni della zona rossa del Vesuvio chiamati, in caso di eruzione del vulcano, a lasciare le proprie abitazioni. L’attuale piano della Protezione Civile prevede uno spostamento nelle restanti regioni dell’Italia, “Convivenza Vesuvio”, invece, indica la possibilità di un allocamento nelle province campane. Nel febbraio 2016 fu siglato un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale di Ottaviano e la Fondazione Convivenza Vesuvio.

“A distanza di tre anni, la Regione converge sulle nostre posizioni: ora si tratta di andare avanti, proseguire su questa strada. Una eventuale evacuazione all’interno della regione eviterebbe il drammatico sradicamento della popolazione dalla propria terra e la conseguente dispersione in tutta Italia”, aggiunge Capasso.