Intervista a Valentina Farinaccio al Venerdì letterario a Castellammare di Stabia

La 39 enne scrittrice di Campobasso ha raccontato del suo ultimo libro, con il protagonista della vicenda Arturo, ispirato anche dall'isola di Procida

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I venerdì letterari riprendono vita a Castellammare di Stabia presso la Libreria Mondadori in via S.Maria dell’Orto. Protagonista la scrittrice Valentina Farinaccio con il suo ultimo cimento letterario “Le poche cose certe” (Mondadori, 2018). Sono intervenuti i giornalisti Alessandro Campaiola, Flavia Fedele e Angelo Mascolo. L’ evento si è tenuto in collaborazione con l’associazione Culturale L’ Anguilla e il web magazine Mar dei Sargassi.
La 39 enne scrittrice di Campobasso ha raccontato del suo ultimo libro, con il protagonista della vicenda Arturo, ispirato anche dall’isola di Procida. Imprescindibile il legame con la Morante ed il suo “L’isola di Arturo”.

A seguire un breve report dell’incontro con i pensieri di Valentina:
“Con questa terra campana ho un legame particolare specie quando vado a Procida.
Mi rifaccio a Elsa Morante dove lei era di casa. È un posto magico con incontri con la gente del luogo. Li ha preso corpo la storia di Arturo. Nel romanzo c’è il concetto di isola. Il protagonista fa un viaggio su un tram a Roma, il numero 14. Lui ha paura e soffre di fobie . È un uomo che sta male ed e alla ricerca di sé stesso. Ho raccontato la mia generazione dei 40enni e dintorni. Una generazione precaria. Questo si è tradotto anche in una situazione precaria anche dei sentimenti. Il viaggio in tram è un viaggio breve che lo fa diventare grande. Deve scendere dal tram per capire come crescerà. Arturo sale sul tram per incontrare una ragazza misteriosa di nome Atlantide. È una storia iniziata 10 anni fa. Il tram si guasta . Arturo è un pavido e rimane nel tram e poi succedono delle cose. Il romanzo si snoda mediante la tecnica del flashback tra passato e presente.

Arturo ha il male di vivere frutto del suo essere ma non c’è una motivazione di fondo per questo. Immagino Arturo come una stanza degli ospiti, tenuta bene ma poi richiusa, dove c’è sempre un divano con la plastica sopra. Il protagonista vive con il freno a mano tirato in una città , Roma, complicata da vivere”.

Senza fare spoiler il finale è poi tutto da seguire per capire se Arturo farà quello che deve fare per dare una svolta alla sua vita.

È intervenuto anche lo scrittore stabiese Angelo Mascolo: ” Il protagonista Arturo mi ricorda la nostra città, Castellammare, una città e uomo dalle occasioni mancate. Ha paura di perdere le cose e perciò non le prende. Bisogna mettersi in gioco”.

Una nota a margine: la colonna sonora per questo libro potrebbe essere Arthur’s theme di Cristopher Cross: leggendo il testo della canzone anni 90 qualche cliffhanger potrebbe esserci.

Domenico Ferraro

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