Maurizio de Giovanni a Cava de’ Tirreni: presentato “Vuoto”

Ha moderato dinanzi ad un folto pubblico venerdì sera 1 marzo la scrittrice Letizia Vicidomini

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La padrona di casa, Letizia Vicidomini, ha iniziato leggendo un estratto dell’ultimo libro di Maurizio de Giovanni, “Vuoto” con protagonisti i Bastardi di Pizzofalcone, chiedendo il seguente interrogativo allo scrittore “Cosa è il vuoto per Maurizio de Giovanni?”.

Nel suo ultimo cimento letterario, de Giovanni ha avuto la maestria e la bravura di riempirlo di parole e di poesia nel raccontare la storia, un noir che ha la caratteristica di non narrare nemmeno di una goccia di sangue o di un cadavere.

Maurizio de Giovanni è andato a ruota libera sulle domande della brava moderatrice e rispondendo anche alle curiosità del pubblico.

“Sono felice di stare qui e apprezzo moltissimo la possibilità di dare spazi dedicati alla cultura.

Mi offendo un po’ se mi chiamano intellettuale.

A me piace raccontare storie essendo poi uno scrittore napoletano prendo a piene mani traendo ispirazione dalla quotidianità della città partenopea. Le nostre città campane sono piene di storie, anzi sono storie a cielo aperto”.

Interessante l’assunto dello scrittore relativamente al fatto che “i libri nascondono essenzialmente da domande” con de Giovanni che fa riferimenti a casi di efferati omicidi realmente accaduti negli ultimi anni, che hanno calamitato l’attenzione del pubblico e dei mass media.

“Il vuoto di cui racconto nel mio libro è quello fatto da paure, rimpianti, rimorsi. È quello essenzialmente fatto dalla solitudine. Quella che si può osservare da una piazza di una città fra le 3 e le 4 di mattina, concentrandosi sulle luci fioche provenienti dalle finestre che danno su una piazza silenziosa a quell’ora. Dietro quelle luci fioche provenienti da tv ci sono storie di profonda solitudine”.

De Giovanni ci dà una curiosità sul titolo del romanzo: “Per la serie dei Bastardi di Pizzofalcone, il titolo è sempre solo di una parola. I bastardi sono come le persone di un condominio. Ci si fanno delle idee quando li incontri”. Lo scrittore ha parlato anche dei vari personaggi della serie che ha avuto grande successo in tv, presentando anche la new entry del gruppo, Elsa Martini, chiamata a sostituire Pisanelli. Ci saranno degli sviluppi come ha lasciato intendere, con la nuova protagonista  (“bella,rossa e sfacciata”) sugli scudi.

Interessante la discussione sul romanzo e la lettura in generale e sul ruolo di chi lo scrive: “Il romanzo è come se fosse il risultato di un’espressione algebrica. Alla fine tutto deve tornare. Lo scrittore si deve immedesimare nei suoi personaggi. Li deve amare se vuole raccontarli, nel bene o nel male.

La lettura stessa prevede l’immedesimazione da parte del lettore. Non è come stare sui social o su whatsup. Bisogna metterci concentrazione, non è come guardare qualcosa alla tv. La lettura racconta di passioni e sentimenti. Attraverso le passioni faccio snodare e prendere corpo  la trama. La mia tecnica è sempre quella di impiegare trenta giorni per ultimare un romanzo, senza tornare indietro su quello che ho fatto”.

Il romanzo “Vuoto” parte da un gesto naturale come una carezza, che de Giovanni descrive con pagine degne della migliore poesia.

Contestualizzare un gesto può essere arte. De Giovanni fa una citazione al collega scrittore

Donato Carrisi, per il quale un colpo di tosse non fa paura, ma un colpo di tosse sotto al proprio letto certamente sì. Il segreto è che bisogna contestualizzare l’evento. Deliziosa la citazione a Stephen King, sfidato da un giornalista a scrivere un giallo con una sola frase che riportiamo come Maurizio ha riferito: “L’ultimo uomo sulla faccia della terra sente bussare alla porta”.

De Giovanni ha parlato anche delle sue esperienze teatrali e delle prossime uscite lettararie. Lunedì 11 marzo ci sarà la presentazione del secondo libro con la poliziotta Sara Morozzi come protagonista, mentre nella seconda metà dell’anno il nuovo noir con protagonista il commissario Ricciardi. Il titolo sarà “Il pianto dell’alba” e sarà l’ultimo libro del commissario che parla con i morti.

Si chiuderà nel giugno del 1934 in Germania con la notte dei coltelli. De Giovanni ha anche fatto sapere che è in corso di pianificazione la realizzazione di una fiction tv sulla RAI per il commissario Ricciardi. Il nome dell’attore che avrà il ruolo di Ricciardi è ancora top secret ma il casting per la selezione finale è in pieno fermento come riferito dallo scrittore napoletano che darà input decisivi nella scelta. “Bisogna scegliere con oculatezza il protagonista- fa eco de Giovanni- sbagliare la scelta dell’attore principale significherebbe sbagliare la serie televisiva”.

Domenico Ferraro

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