Il cuore e la forza di squadra non bastano al Napoli

Contro la Juventus errori arbitrali e leggerezze individuali condannano alla sconfitta

1137

Un bel Napoli non riesce ad avere la meglio sulla Juventus, che esce vincitrice per 2-1. Partita segnata dall’espulsione di Meret a metà del primo tempo per fallo da ultimo uomo su Cristiano Ronaldo fischiato dall’arbitro Rocchi. Fallo che sembra esserci in presa diretta, ma che i replay mostrano in realtà non esserci. La mancata attuazione del VAR porta al cartellino rosso per il portiere, con conseguente uscita di Milik per Ospina e rete di Pjanic dalla punizione scaturita dalla chiamata arbitrale.


La discussa punizione arriva su una grossa leggerezza di Malcuit, che sbaglia il retropassaggio per il portiere. Anche il raddoppio bianconero arriva dalla svista del singolo: Hysaj marca male Emre Can in area di rigore su calcio d’angolo e il centrocampista tedesco riesce a colpire di testa indisturbato.

Nel secondo tempo arriva la grande reazione degli azzurri, spinti anche dal pubblico del San Paolo (tornato a un’ottima affluenza, dopo la diserzione degli ultimi mesi) e dall’espulsione di Pjanic che riporta le due squadre in parità numerica. Gol di Callejon e assedio fino agli ultimi minuti. Il pareggio tanto insperato quanto meritato viene mancato da Insigne che spedisce sul palo un calcio di rigore a 6 minuti dal 90’.

I due terzini Malcuit e Hysaj hanno sulla coscienza i due gol juventini e quindi la loro gara non può che ritenersi da dimenticare. Buona invece la prestazione di Maksimovic e Koulibaly, con il senegalese che nella ripresa ha giocato efficacemente in ogni parte del campo, sia difensiva che offensiva.

Fabian Ruiz mostra sempre più carisma e padronanza nel suo ruolo da playmaker, con Allan al suo fianco che ringhia su ogni pallone come suo solito. Zielinski gioca anche lui un ottimo match, guidando spesso le ripartenze dei ragazzi di Ancelotti in inferiorità numerica. Ma il vero uomo della partita per i partenopei è Callejon: oltre al gol, si rende protagonista di una prova di una generosità encomiabile; è il primo a crederci e l’ultimo a mollare, fino alla sostituzione.

Per quanto riguarda l’attacco, non è ovviamente giudicabile la performance di Milik, uscito dopo 25 minuti per dare modo a Ospina di difendere la porta napoletana. Insigne, nonostante il rigore fallito, e Mertens nel secondo tempo danno dinamismo e velocità alla manovra. Da evidenziare in particolar modo la ripresa del belga, che torna a giocare vicino  ai suoi livelli, dopo le troppe gare sottotono.

Ancelotti può ritenersi soddisfatto della partita dei suoi, a dispetto del risultato negativo. Se l’obiettivo era di capire se il Napoli possa essere competitivo ai massimi livelli, la risposta non può essere che affermativa. Il Salisburgo (con tutte le altre compagini di Europa League) è avvisato.

Salvatore Emmanuele Palumbo