Santa Marina. Demolizione fabbricati abusivi, TAR accoglie ricorsi

Terreni a Mare a Policastro Bussentino, Fortunato: “Rispettiamo sentenza TAR ma non ci fermiamo”

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Dal TAR di Salerno arriva la sentenza che accoglie i ricorsi presentatati da dieci cittadini del Comune di Santa Marina, in merito all’ordine di demolizione di alcuni fabbricati realizzati

 

abusivamente sui terreni a mare, di proprietà comunale, nella frazione di Policastro Bussentino. Riconosciuta ai privati, quindi, la titolarità dei terreni per usucapione e condannato il comune. Il sindaco di Santa Marina però non si arrende e commenta caustico le ultime decisioni del tribunale amministrativo.

“Prendiamo atto della sentenza del TAR in questa fase, come Amministrazione siamo convinti che le sentenze vadano sempre rispettate sia se favorevoli che sfavorevoli – spiega il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato -. Sono anzi convito che questo giudizio che può sembrare contrario ci aiuterà, l’Amministrazione Fortunato non si ferma, riprenderemo l’iter amministrativo da capo, colmando le lacune nominate nella sentenza riguardo l’impatto ambientale e produrremo documentazione fotografica adeguata, che mostri senza ombra di dubbio il degrado della zona in questione.

Il deterioramento dell’area è sotto gli occhi di tutti, il nostro obbiettivo finale è quello di riqualificare la zona, demolire le opere abusive e restituire ai terreni a mare la bellezza e il prestigio che meritano, per far crescere la nostra comunità che sta diventando un riferimento per l’intero Golfo di Policastro. Ricordo a me stesso – continua Fortunato – che l’usucapione di una proprietà si verifica quando voglio diventare proprietario di un bene mai acquistato con soldi e sacrifici, ma semplicemente con il possesso, senza che nessuno ne abbia mai chiesto canoni di affitto o stipulato atti di contratto regolare.

Ritengo molto grave il vantare diritti di usucapione su beni comunali che principalmente appartengono al Popolo. Questo è il risultato di anni di governo di amministratori clientelari e illegali, gli stessi che ancora oggi tentano di bloccare lo sviluppo del nostro territorio”.