“Ma che brutta serata”. L’Atalanta fa il Napoli e vince al San Paolo

E' vero che la squadra guidata dal grande acquisto di De Laurentiis, Carlo Ancelotti, non ha nulla più da chiedere a questa come a tutte le altre competizioni, purtroppo, ma non si può chiudere così

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Questo Napoli lo scudetto non può che sognarlo. Da tifoso, non sono nè un tecnico nè tanto meno uno di quelli che capisce tutto e avrebbe saputo come fare per battere gli orobici e magari per infastidire anche i perenni tricolorati, da tifoso, dicevo, percepisco che c’è qualcosa che non va. Una squadra non può produrre tanto e non concretizzare per una vittoria che sembrava assolutamente il minimo risultato possibile.

Tante critiche su una difesa non all’altezza delle aspettative e degli obiettivi che gli azzurri dichiarano, di anno in anno, di puntare. Ma la soluzione non può essere Luperto, che pure ha ben giocato subentrando a Chiriches, ne Hysaj a sinistra per completare la “punizione” di un Mario Rui che più di tanto non sa dare, Hysaj che poi perde le staffe e si fa ammonire gratuitamente. Non sono questi i calciatori “da Napoli”.

Insigne in panchina, apparentemente sereno, ma nell’ultimo quarto d’ora gli viene preferito prima Younes, per una incomprensibile sostituzione del migliore in campo, Mertens, e poi Verdi che in pochi minuti tocca appena qualche palla e ne sbaglia anche qualche d’una di troppo.

Sfortuna? Forse. Ma quando la fortuna non arride alle squadre che puntano a vincere scudetti e coppe, allora deve intervenire la concretezza, la “cazzimma” si dice a Napoli. E quella cazzimma della quale parliamo la portano in dote i grandi campioni, non i buoni calciatori: quelli possono fare bene ad Empoli, Frosinone, Chievo, Udine, Ferrara, Parma…

Manca qualcosa a questo Napoli tanto sprecone, tanto bello a tratti e che tanto mi fa innervosire in serate come questa.

E’ vero che la squadra guidata dal grande acquisto di De Laurentiis, Carlo Ancelotti, non ha nulla più da chiedere a questa, come a tutte le altre competizioni, purtroppo, ma non si può chiudere così.

Sono in tanti a non essere da Napoli a partire dalla difesa, ma lo stesso Allan, che dalle voci di mercato di gennaio, non è più stato lo stesso. Fabian Ruiz, un fenomeno fino a un mese fa e poi? Younes, Ounas, non in campo stasera, Malcuit… Ma assente con l’Atalanta anche Milik e non del tutto presente Ospina.

“Che brutta serata”, così, tanto per ricordare ancora una volta il “Che Bella giornata” della Juve Stabia che vince e sale in “B”, bravi! Ma che delusione invece questo Napoli. La colpa delle troppe delusioni di questo anno e di quelli precedenti? Forse qualche soldino in più sul mercato non sarebbe stato male. Qualche fuoriclasse in più, magari senza scomodare nomi “marziani” e qualche buon giocatore in meno. Non per volersi sentire a tutti i costi campioni di qualcosa, ma solo per il rispetto dovuto ai tanti tifosi, malati, appassionati, pazzi, me compreso, di quella maglia azzurra, che tra l’altro, con le tante, troppe, varianti riempie le casse del merchandising della Società Sportiva Calcio Napoli.

La Champions dovrebbe comunque essere sicura e allora si provi a chiudere con dignità, si passi a pensare all’estate e soprattutto al mercato che magari potrebbe essere per una volta un po’ più concreto: sì, magari dispendioso e adatto per una nuova stagione “magari” con qualche successo.

Per quel che riguarda la “cassa”, si è sempre detto: chi più spende meno spende! E nel calcio, questo giocattolo moderno e per certi versi perverso, magari ci guadagna, anche tanto!

Gennaro Cirillo