Canapa volano di sviluppo per il Sud

D'Amato (M5S): "Dire che la cannabis light è droga non è solo falso, ma è uno schiaffo alle decine di migliaia di malati che potrebbero giovare dalle terapie a base di questa sostanza"

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“La crociata di Matteo Salvini sulla cannabis light mette a rischio un settore, quello della canapa, che in tutta Italia puo’ portare a un giro d’affari di 1,4 miliardi e a 10mila nuovi posti di lavoro. A Crispiano,

 

nel Tarantino, per esempio, si trova l’unico impianto di trasformazione della paglia di canapa nel Mezzogiorno che raccoglie la materia prima da tutto il Sud Italia, ma soprattutto dalla Puglia con più di 230 aziende e 400 ettari coltivati. Solo l’indotto della cannabis light, puo’ creare in Puglia un business da 40 milioni di euro.

La canapa puo’ e deve essere il volano di uno sviluppo sostenibile e contribuire alla riconversione industriale di territori come quello di Taranto. Basta fake news sulla sua pericolosità, come quelle promosse da Salvini. Il ministro faccia il suo lavoro e pensi alle piazze di spaccio”. Lo dice l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato.

“Dire che la cannabis light è droga non è solo falso, ma è uno schiaffo alle decine di migliaia di malati che potrebbero giovare dalle terapie a base di questa sostanza – spiega D’Amato – Questo tipo di pianta non contiene il Thc, il principio attivo che dà lo sballo, ma il

cannabidolo, sostanza che si è rivelata efficace nel trattamento, per esempio, della malattia di Huntington, del morbo di Parkinson, della schizofrenia e della sclerosi multipla. Lo sanno bene i migliaia di malati di cancro che usano la cannabis terapeutica.

Chi, come Salvini, si oppone allo sviluppo di questo tipo di medicinali, fa solo un favore alle lobby farmaceutiche, che in Europa stanno spingendo per regole più restrittive che impediscano una coltivazione e un commercio diffusi, facendo cosi’ salire i prezzi dei farmaci concorrenti. O anche dei farmaci a base di cannabidolo già in circolazione, che costano 400 euro a boccetta”, conclude D’Amato.