“Sulla schiena del cielo”, ultimo romanzo di Alfredo Carosella

Lo scrittore Alfredo Carosella, architetto molisano e campano d'adozione, ha presentato il suo ultimo romanzo "Sulla schiena del cielo" presso il Mondadori store di Castellammare. Come moderatore, ha dialogato con l'autore e il pubblico lo stabiese Tonino Scala

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Altro venerdì letterario alla libreria Mondadori di Castellammare di Stabia,  gestita da Giuseppe Carotenuto, dove Tonino Scala, in qualità di moderatore, ha presentato il libro “Sulla schiena del cielo” di Alfredo Carosella.

La storia che si racconta nel romanzo è incentrata sulle vicende di Maurizio Miceli alias Mizio, di 45 anni che è il protagonista maschile. Mizio ha sperimentato svariate avversità nella vita nel corso degli ultimi tempi, quali la perdita del lavoro ( è un ex architetto) e la difficile situazione familiare ( ha divorziato dalla moglie Marta).  Dopo il fallimento del matrimonio e l’incapacità di riabbracciare la propria professione, Mizio decide di tornare a vivere a casa dell’anziana madre. Un modo per ritornare alle sue radici, magari anche per prendersi una “pausa” dalle responsabilità proprie dell’età adulta.

Durante una festa di matrimonio dove è invitato da sua cugina Susanna, viene a sapere di varie

cose sul passato della sua vita e di suo padre, scomparso a seguito di un incidente stradale quando lui era piccolo. Da qui poi si dipana la storia. Il padre è veramente morto in quel maledetto incidente stradale di tanti anni fa dove perì anche il fratellino minore di Mizio? Chi è Dorothy, la signora che incontra alla festa di matrimonio? Questi alcuni interrogativi funzionali alla trama del romanzo, che vive su molteplici colpi di scena nel corso della fluida narrazione.

Alfredo Carosella è nato a Campobasso nel 1965, ma è campano di azione , vivendo e lavorando come architetto a Portici. Questo è il suo quarto romanzo e ha vinto anche importanti premi con la pubblicazione di suoi racconti.

Così Tonino Scala, anche scrittore e sceneggiatore, nella sua presentazione e esegesi del romanzo: “È un viaggio esistenziale del protagonista Maurizio che prova a ripercorrere la sua vita. Potrebbe essere già di per sé una sceneggiatura di un film. È possibile partire dal finale. Per esempio, ho immaginato di rivedere Francesco Nuti da giovane e Nolli, su una sedia a rotelle. È un libro da assaporare con le sue profondi parole. “Un giorno credi”  di Edoardo

Bennato potrebbe essere la colonna sonora. È una sorta di commedia all’italiana che scava in profondità, alla Mario Monicelli come regista per esempio. Il titolo lo delinea un bambino, Mattia, che Maurizio accompagna a scuola dopo che ha perso il lavoro e che, nel tragitto mattutino, un giorno se ne esce con una frase circa la sua volontà di fare l’astronauta ‘Mi piacerebbe andare a vivere sulla schiena del cielo, che regge tutto il peso dell’Universo’ . È un romanzo che mi ricorda lo stile di Carver”.

L’autore Alfredo Carosella parla del protagonista Mizio: “Il rock è la sua musica. Gli piace fare compilation che regala ai suoi amici , tra questi Fabrizio, il suo amico più caro e alla moglie. Lui  parla attraverso le sue canzoni. Inoltre ha un rapporto particolare con le donne essendo molto timido. Lui ama l’amore ma nel profondo  non riesce a legare con nessuno, forse nemmeno con la bella ex moglie Marta, probabilmente perché è cresciuto senza un padre.

Il romanzo, seppur leggero e stile commedia all’italiana, tratta del senso del tradimento e dell’abbandono. Inoltre, scavando a fondo, si tratta anche del senso di colpa, visto che  nell’incidente ci doveva essere lui, ma morì invece il fratello minore. Poi forte è la figura del padre di cui si narra nella parte finale del libro, dove si avranno vari risvolti da scoprire. In buona sostanza, il libro pone delle domande senza dare risposte. C’è autobiografia in questo romanzo? No, probabilmente più nel precedente ‘Appuntamento in un non luogo’. Comunque provo sempre a immaginare cosa dice un personaggio e a impersonarmi in esso”.

A inizio maggio, l’autore ha partecipato alla fiera del libro a Sorrento, dove una compagnia teatrale ha messo in scena alcune parti del suo romanzo: “È stato davvero emozionante vedere la trasposizione di quanto riportato nel libro direttamente da attori, senza che avessi partecipato alle prove”.

Domenico Ferraro

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