La Salernitana vince ai rigori contro il Venezia e conquista la salvezza

Salernitana e Venezia sono state chiamate a giocarsi i playout dopo essere state salve per circa tre settimane

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All’esito di una partita non propriamente spettacolare, giocata sotto il cocente sole estivo della laguna, la Salernitana ha avuto la meglio del Venezia e l’anno prossimo sarà chiamata a disputare il suo quarto campionato consecutivo in Serie B. La doppia sfida, preceduta da infinite polemiche per le ormai note vicende giudiziarie che hanno caratterizzato le ultime settimane, è stata più equilibrata del previsto ed a farla da padrona è stata la paura di retrocedere. Il Venezia, dopo due stagioni di permanenza in cadetteria, l’anno prossimo andrà nuovamente di scena in Serie C anche se, come raccontato anche da La Gazzetta dello Sport, c’è la forte impressione che i lagunari continueranno a dare battaglia nei tribunali.

Un playout inaspettato

Salernitana e Venezia si approcciavano ai playout con la consapevolezza di avere a disposizione delle rose valide che però, per svariati motivi, durante il campionato avevano reso al di sotto delle aspettative. Mentre la Salernitana, dopo aver iniziato la stagione alla grande ed aver accarezzato il sogno playoff, nel girone di ritorno si è resa protagonista di una serie infinita di sconfitte e di prestazioni negative che l’hanno condannata alle ultime posizioni in classifica, i lagunari si presentavano a questi playout dopo aver realizzato una incredibile rimonta nelle ultime giornate. Nell’ultima partita contro il Carpi, grazie ad una doppietta di Zigoni nei minuti di recupero ed alla contestuale sconfitta del Foggia sul campo del Verona, la squadra di Serse Cosmi era riuscita ad agguantare il quintultimo posto che avrebbe voluto dire playout, da disputare appunto contro la Salernitana quartultima. La Lega B, tuttavia, dopo la sentenza resa dal tribunale sportivo che aveva deciso di condannare il Palermo alla retrocessione a causa di alcuni illeciti sportivi commessi nel corso delle ultime stagioni, aveva disposto l’annullamento dei playout, salvando sia la compagine veneta che quella campana. Dopo tre settimane di battaglie legali, tuttavia, è giunta la decisione che ha visto il ripristino dei playout, costringendo Salernitana e Venezia a tornare a giocare dopo tre settimane di inattività. Mentre la Salernitana, dal canto suo, aveva continuato ad allenarsi ed aveva approcciato alla doppia sfida senza particolari problemi di formazione, il Venezia ha dovuto giocarsi la salvezza senza avere a disposizione alcuni dei suoi giocatori migliori. Vuoi per qualche problema fisico di troppo, vuoi perchè privi di calciatori convocati dalle rispettive nazionali Under 21 impegnate nel prossimo Campionato Europeo che al 10 di giugno, secondo le scommesse sportive di Betway, a quota 4,00 vede gli azzurri tra i favoriti per la vittoria della competizione, i lagunari sono stati costretti a dare spazio a giocatori che in stagione avevano visto pochissimo il campo. Dopo la vittoria della Salernitana per 2-1 nella partita di andata disputata all’Arechi di Salerno, al Penzo di Venezia i 90 minuti regolamentari si sono conclusi sul risultato di 1-0 a favore dei padroni di casa. Dopo i tempi supplementari, terminati a reti inviolate, le due squadre sono quindi state chiamate a giocarsi ai rigori la partecipazione al prossimo campionato di Serie B. Decisivi, alla fine, sono stati gli errori dal dischetto di Bentivoglio e di Coppolaro che hanno condannato la squadra del presidente Tacopina alla retrocessione in Serie C e regalato la salvezza alla Salernitana.

I problemi della cadetteria

Come detto, Salernitana e Venezia sono state chiamate a giocarsi i playout dopo essere state salve per circa tre settimane. Le polemiche relative alle modalità con cui la Lega ha gestito la vicenda sono state feroci ed hanno dimostrato, una volta di più, che i problemi del nostro calcio sono tutt’altro che risolti. Ma come si è giunti ad una situazione del genere? Per chi non si fosse interessato all’argomento, appare doveroso fare un breve sunto della questione. Il campionato di Serie B era iniziato già con il piede sbagliato. Il Foggia, a causa di alcuni illeciti commessi da presidenza, dirigenza e calciatori nelle passate stagioni, aveva iniziato il campionato con una penalizzazione di 15 punti in classifica, poi ridotti ad 8 ed infine a 6. Negli stessi giorni in cui i tribunali sportivi decidevano se ridurre o meno la penalizzazione dei pugliesi da 6 a 5 punti, con conseguente nuovo stravolgimento della classifica, il Palermo era chiamato a difendersi dall’accusa di aver falsificato i bilanci nel corso degli ultimi campionati e di aver compiuto una serie di operazioni finanziarie illecite. In primo grado i siciliani venivano quindi ritenuti colpevoli e condannati alla retrocessione all’ultimo posto della classifica, con conseguente retrocessione in Serie C. La Lega, a quel punto, anzichè procedere con lo scorrimento della classifica, disponeva l’annullamento dei playout, decisione prontamente impugnata dal Foggia che in caso di scorrimento avrebbe avuto diritto a disputare i playout. Il TAR Lazio, con decreto cautelare, accoglieva il ricorso presentato dal Foggia e disponeva la sospensione dell’efficacia del provvedimento recante la cancellazione dei playout, senza nulla stabilire in ordine alle modalità di svolgimento degli stessi. Nelle stesse ore, il Tribunale d’Appello della giustizia sportiva, modificava la sanzione inflitta in primo grado al Palermo, attribuendo ai siciliani 20 punti di penalizzazione che avrebbero voluto dire salvezza. A quel punto la Lega, sulla scorta del provvedimento cautelare del TAR Lazio e della nuova decisione riguardante il Palermo, a più di tre settimane dalla chiusura della stagione regolare, decideva di ripristinare i playout. Playout che a quel punto sono stati giocati, tra mille polemiche proprio tra Salernitana e Venezia che, in ogni caso, comunque la si voglia vedere, sono le uniche parti lese di tutta questa vicenda.

La questione è tutt’altro che risolta e c’è la forte sensazione che i lagunari nelle prossime ore faranno di tutto per tutelare la propria posizione, sperando in un eventuale ripescaggio conseguente ad una possibile nuova condanna del Palermo alla retrocessione. La speranza, ad ogni buon conto, è che le vicende giudiziarie possano trovare soluzione il prima possibile e che nel prossimo campionato, a contare, possa essere solo il campo.

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