Sant’Antonio Abate, maxi incendio in deposito rifiuti

In fiamme un deposito di rifiuti ingombranti prelevati dall'azienda Am Tecnology e un deposito di pomodori pelati, evacuato il circondario

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Un incendio di vaste proporzioni sta impegnando, dalla notte scorsa, i Vigili del fuoco a Sant’Antonio Abate, dove – a via Casoni Marna – hanno preso fuoco un deposito di rifiuti ingombranti prelevati dall’azienda

 

Am Tecnology e un deposito di pomodori pelati. I vigili del fuoco sono tuttora al lavoro per controllare gli ultimi focolai e per verificare la staticità di ciò che è rimasto del capannone avvolto dalle fiamme mentre, per tutta la notte, una gigantesca colonna di fumo ha impedito agli abitanti di tenere le finestre aperte.

Il Comune di Sant’Antonio Abate rassicura i cittadini con un comunicato pubblicato su Facebook: “Tutti i parametri di possibili agenti inquinanti sono risultati ampiamente sotto la soglia di pericolo”. La stessa amministrazione comunale, nella notte, aveva consigliato ai cittadini di non uscire di casa e di tenere le finestre chiuse. Ancora da accertare le cause dell’incendio, che non sembrerebbe di origine dolosa.

“Siamo molto preoccupati dalla sequenza di atti delinquenziali legati al mondo dei rifiuti che si sta verificando in Campania. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, si è verificato a Sant’Antonio Abate dove un deposito di

rifiuti è andato a fuoco, generando fiamme alte che hanno indotto i vigili del fuoco a evacuare il circondario. Il fatto si è verificato a poche ore di distanza dall’episodio dei cassonetti dati alle fiamme in pieno centro a Napoli. Non è la prima volta, tra l’altro, che i depositi di rifiuti vanno a fuoco nella nostra regione. Un paio di mesi fa denunciammo un fatto simile che si verificò nel Casertano. Ci risulta difficile pensare che questa catena di eventi sia casuale”.

Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

“Temiamo – aggiunge Borrelli – che dietro tale sequenza possa esistere un disegno ben preciso volto a

creare una nuova emergenza rifiuti nella nostra regione. L’approssimarsi della chiusura del termovalorizzatore di Acerra per la manutenzione straordinaria potrebbe aver scatenato gli appetiti di chi lucra sulle situazioni di carattere emergenziale, inducendo ad un disegno delinquenziale che potrebbe essere pagato a caro prezzo dai cittadini. Continueremo a tenere alta la guardia su tali fenomeni, denunciandoli in tutte le sedi”.