Salvini, il capitano all’opposizione

Il furbastro padano ha ridotto al lumicino i seguaci di Giggino che non sa più a chi santo votarsi e che pesci prendere

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C’era una volta “Carosello”, la pubblicità televisiva che ogni sera andava in onda sulla tivvù di Stato. Quel “ta-ta-ta” della sigla, opera del musicista Raffaele Gervasio, era inconfondibile. Ed era anche una specie di orologio televisivo per i ragazzi di allora. Dopo Carosello “tutti a nanna”. Forse lo ricorderà il Matteo Padano – dalla memoria di ferro (quando gli conviene) – lo spazio pubblicitario che andò in onda dal 1957 al 1977. Lui, Matteo, quando chiusero Carosello aveva solo quattro anni. Comunque, se non rammenta quella propaganda storica basta che la cerchi su YouTube. Potrebbe aiutarlo molto nella realizzazione dei suoi “siparietti”. Vuoi mettere, un selfie del suo faccione, imbronciato, sorridente, incazzato, felice, ecc., che apre lo spettacolo eppoi a seguire i migranti, o altro tema a lui caro, respinti con decisione verso le terre di provenienza. A pensarci bene la musica di Gervasio, quel “ta-ta-ta”, potrebbe far da perfetta colonna sonora alle studiate pubblicità del Maestro Salvini.


La “paura” nel gioco del Lotto fa “novanta”. Il massimo dei numeri della Smorfia. E Salvini lo sa bene, anzi prova in tutti i modi ad amplificare quel novanta. Gli torna utile. Non basta un “decreto sicurezza”, ce ne vuole uno bis. Eppoi le armi, la legittima difesa che si trasforma in “eccesso”, con le immaginabili conseguenze.

Alle Europee ha stravinto. Potrebbe mandare i “grillini” a farsi benedire alleandosi con chi ci sta. Con  la “Sorella” d’Italia Meloni che non vede l’ora d’affacciarsi su piazza Colonna. Con il fratello, si fa per dire, Berlusconi, eppoi con gli altri che s’accoderebbero ben felici  attratti dal potere che “non logora chi c’è l’ha”. Potrebbe mandare “tutti a casa” e pretendere dal Capo dello Stato le elezioni anticipate. Insomma, il Capitano oggi ha il “vento in poppa” e potrebbe… fare tutto e l’incontrario di tutto. E, allora, perché non manda al diavolo gli alleati di governo? Perché con il solito selfie che immortala un viso decisionista non annuncia la fine del governo giallo-verde?

C’è un bel detto napoletano che dice: “cà nisciuno è fesso!”. E, certo, Salvini meno di tutti. La situazione in cui si trova apparentemente sembra di difficoltà con gli alleati di governo “bastian contrari”. Ma, nella sostanza, non è così. Il furbastro padano ha ridotto al lumicino i seguaci di Giggino che non sa più a chi santo votarsi e che pesci prendere. Sì, la base lo ha “riconfermato” con l’80 per cento dei consensi, ma una cosa è la piattaforma  Rousseau un’altra sono i voti che escono dalle urne. Matteo fa Bingo, Giggino fa Flop. Fino a quando il Beppe Grillo farà finta di niente? E il Dibba, vagante per il mondo, difronte a certi disastri continuerà nei suoi giri o dovrà, gioco forza, mettere il freno ai suoi viaggi?

Finché può andare avanti così Salvini non farà niente per mutare percorso. Non gli conviene andare da inquilino a Palazzo Chigi. Di fatto lui l’appartamento occupato dall’avvocato del popolo (si fa per dire)  Conte già lo utilizza come se fosse il proprietario. Con i guai finanziari che l’Italia ha, con l’Europa che rompe gli zebedei, con il futuro dove non si vede nemmeno un lontano lampo di rosa, meglio non forzare la mano, meglio tenersi i grillini come sputacchiera. Per il momento, almeno. Poi si vedrà. Certo, se Giggino dovesse allearsi con il Partito Democratico di Zingaretti il Capitano esulterà. Vuoi mettere come si troverebbe a suo agio a sparare ad alzo zero sul fratello del commissario Montalbano! “Molti nemici, molto onore” resta il suo motto. Sul padre di Montalbano non ha digerito quelle frasi più che ingiuriose che lo riguardano: “Non credo in Dio, ma vederlo (Salvini N.d.R.) impugnare il rosario dà un senso di vomito. Fa parte della sua volgarità”. E, ancora, Andrea Camilleri non risparmia critiche al Movimento 5 Stelle: “Dal punto di vista politico sono nessuno, mai avrei pensato che avrebbero fatto come i vecchi partiti sul processo a Salvini”. Lo scrittore se la prende anche con il Pd: “La rinascita non nasce come un fungo: è preparata da anni di paziente lavoro. E io non vedo un’idea di rinascita”. Che dire? Speriamo proprio che il papà di Montalbano stavolta abbia preso una cantonata!

Elia Fiorillo