Alla riunione convocata ieri presso l’ufficio del Difensore Civico Regionale per dirimere la vertenza che riguarda i 69 lavoratori del CMO di Torre Annunziata, che da oltre un anno sono senza lavoro perchè la struttura presso la quale svolgevano il loro servizio è stata sequestrata per un presunto abuso edilizio, erano state invitate tutte le parti interessate. Al tavolo dovevano sedersi Regione, Asl, Comune, rappresentanti dell’azienda e delegazione dei lavoratori.

L’incontro era importantissimo, per i lavoratori vitale. Il Difensore Civico Giuseppe Fortunato, che ha compreso appieno il dramma che coinvolge i licenziati, visto il ricorso in cui il Comitato Lavoratori CMO lamenta la protratta mancanza di parere dell’ASL NA3 Sud e la mancata conclusione del procedimento, avviato dalla CMO srl, per il trasferimento dell’attività di medicina nucleare da parte del Comune oplontino, aveva invitato le parti ad esprimersi in un esame congiunto.

Ma, all’esame congiunto di ieri, c’erano solo i lavoratori con i rappresentanti dell’azienda e dell’Asl. Il Comune di Torre Annunziata invece si è reso latitante, come pure non pervenuta la delegazione regionale. Incredibile come il sindaco di una città che da anni vive una fortissima depressione economica, dove la disoccupazione è condizione endemica, dove le prospettive di sviluppo e crescita assomigliano sempre più ad un miraggio – dato lo stato di cose presente – non si degni di partecipare ad una riunione che era utile per trovare una quadra definitiva alla vertenza e salvaguardare così 69 posti di lavoro. Se la politica snobba questi appuntamenti dove in ballo c’è il destino di centinaia di concittadini, vuol dire che qualcosa proprio non va nella classe dirigente, sempre più impegnata in esclusivi ‘salotti’ piuttosto che essere in prima linea con chi tutti i giorni lotta per garantirsi un presente ed un futuro meno precario. A questo giro, almeno, quello che emerge è lo scollamento definitivo tra società – in questo caso lavoratori in lotta – e politica. Ognuno per sè, e che vada a farsi benedire la solidarietà e la complicità d’interessi che dovrebbe essere motore primo per l’azione di amministratori eticamente responsabili.

Tornando al nodo della vertenza: alla fine della riunione il difensore civico, facendo proprie le fondate ragioni del Comitato ricorrente e rilevando che la conclusione del procedimento è atto obbligatorio per legge e che i termini per la sua conclusione sono abbondantemente trascorsi, ha invitato la Direzione Generale Tutela e Salute e Coordinamento del SSR a fornire ogni elemento , ove necessario, nel termine di 10 giorni; l’Asl a rilasciare il suo parere entro 15 giorni; il Comune di Torre Annunziata a concludere il procedimento entro 20 giorni da quest’ultimo invito, con provvedimento espresso e motivato, con espressa avvertenza che, in mancanza, il difensore civico regionale procederà alla nomina di un Commissario ad acta.

Dal canto loro i lavoratori, in presidio sotto il palazzo della Regione per tutta la durata dell’incontro, così commentano la giornata: “Nel ringraziare in primo luogo l’Avv. Fortunato, il coordinatore Salza Michele,  il dott. Miranda, il dott. De Rosa appartenenti allo staff del Difensore Civico, perchè dimostratisi sensibili alla nostra causa, riteniamo che spiragli si siano aperti per sciogliere definitivamente la matassa di questa triste situazione”.

“Con l’impegno e le azioni del Difensore Civico siamo convinti che fra poco riusciremo a mettere la parola fine a questa vertenza lunghissima. Sperando che le istituzioni finalmente facciano la loro parte e non continuino a giocare allo scaricabarile. Ne va della loro dignità, ma anche della tenuta del tessuto economico e sociale della comunità oplontina”.

E.I.