Capri: oscure trame per aggiudicarsi appalti Sirti

Una sofisticata quanto criminale macchinazione messa in atto da un imprenditore caprese, G.M., e dal suo complice, un giornalista di una testata web locale: nascondere cocaina nel furgone di un imprenditore concorrente, avvisare la polizia, pubblicare la notizia in contemporanea e fargli perdere l'appalto

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Una sofisticata quanto criminale macchinazione quella messa in atto da un imprenditore dell’isola di Capri, G.M., e da un giornalista complice di una testata web locale: nascondere cocaina nel furgone di un imprenditore concorrente, avvisare la polizia, pubblicare la notizia in contemporanea e far perdere l’appalto al concorrente.

Quello che è emerso dalle  indagini del Pm ha infatti dimostrato che l’imprenditore Marcello Panico è innocente e del tutto estraneo alla vicenda. Il giudice

per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Fabrizio Finamore, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico del 56enne di Salerno, residente a Bellizzi, che era stato indagato a seguito del rinvenimento, il 18 gennaio 2017, nell’autocarro di servizio, di cinque palline contenenti cocaina. L’accusa nei suoi confronti era detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il pubblico ministero Giancarlo Novelli ha sintetizzato l’intera vicenda nella richiesta di archiviazione formulata al gip, che l’ha accolta in pieno. Era stato lo stesso Panico, incensurato, titolare della società “Telcom Reti srl” che effettuava sull’isola di Capri lavori di installazione e manutenzione dei cavi telefonici per conto della Sirti, ad “aprire gli occhi” al magistrato ipotizzando una simulazione di reato nei suoi confronti con l’obiettivo di favorire propri “concorrenti”. L’indagato rappresentò al Pm che il rinvenimento della droga portò in maniera quasi automatica la Sirti alla sostituzione della “Telcom Reti srl” con un’altra società – in questo caso caprese, la “Edil Capri” – nei lavori telefonici.

Il magistrato nella richiesta di archiviazione ribadisce che “gli elementi acquisiti non consentono di ritenere che la sostanza stupefacente rinvenuta nell’autocarro sia riconducibile a Panico, sia perché quel veicolo era nella disponibilità di diversi operai della propria ditta ed accessibile anche ad operai della ditta concorrente, sia per la possibile ricostruzione alternativa emersa: simulazione di reato, nel caso specifico indurre a credere che Panico fosse uno spacciatore in modo da spingere la Sirti ad estrometterlo dai lavori a Capri”.

In merito a questa ipotesi, il Pm ritiene il coinvolgimento di un giornalista caprese, indicato agli atti con tanto di nome e cognome come fonte confidenziale che

riferì alla Polizia della presenza della cocaina in quell’auto, in concorso con un suo amico imprenditore locale, concorrente della ditta di Panico, a cui la Sirti affidò i lavori di manutenzione dopo l’estromissione della “Telcom Reti srl”.

Costantino ritiene che sia opportuno far conoscere ai tredici lettori del giornale che “il giornalista indicato come confidente della Polizia non è altri che il noto Felice Spinella”. Il Pm inserisce negli atti un particolare interessante, a conferma di ciò: “lo Spinella risulta che già fosse a conoscenza dell’operazione antidroga alcuni giorni prima avendolo anticipato telefonicamente a un sostituto commissario. Inverosimile veggente o astuto ideatore di un piano strategico? – scrive il magistrato aggiungendo –  lo Spinella in sede di interrogatorio, in quanto persona sottoposta a indagini, ha “negato reiteratamente e spudoratamente” di aver fatto la soffiata”.

Archiviato, quindi, il procedimento a carico di Marcello Panico ritenuto dagli inquirenti del tutto estraneo a quelle vicende. Aperto invece un procedimento parallelo per reati connessi o collegati finalizzato a ricostruire e accertare le varie responsabilità di quella che è senza dubbio una pagina vergognosa per Capri.