Napoli, il nuovo libro-trhiller di Pulixi

Alla libreria "Io ci sto" lo scrittore Piergiorgio Pulixi  ha presentato il suo ultimo lavoro dal titolo "L'isola delle anime". "Non temere i morti, ma temi i vivi" è il sottotitolo del noir che costituisce anche il mantra di tutta l'avvincente e complessa trama

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La libreria “Io ci sto” di Napoli in zona Vomero, ubicata in via Cimarosa, si conferma come uno dei fulcri della cultura partenopea. Il programma delle presentazioni estive relative alle ultime novità editoriali ha visto come protagonista lo scrittore Piergiorgio Pulixi , che, sabato pomeriggio, ha dialogato con il pubblico presentando il suo ultimo lavoro dal titolo “L’isola delle anime” (Rizzoli, pagg.445). Hanno moderato l’owner della libreria, Claudia Migliore, e la scrittice napoletana, Sara Bilotti.
L’autore del romanzo è nativo di Cagliari e ha 37 anni. Il suo è uno stile inconfondibile che si estrinseca nel genere noir. Tra i suoi romanzi, tra gli altri, spiccano “Una brutta storia” e “Lo stupore della notte”. Con questo ultimo libro ha riscosso grande successo e
con “L’isola delle anime” ci sono tutti i presupposti per il bis. Protagoniste del  romanzo sono due ispettrici, Mara Rais ed Eva Croce, in una storia di “redenzione ambientata in Sardegna”, come riferisce l’autore che ha origini sarde e che per la prima volta ha narrato della propria terra. Le due donne di legge hanno a che fare con i cosiddetti “cold case”, che rappresentano inchieste che non hanno avuto soluzioni investigative definitive, dove alcuni giovani donne hanno perso la vita in circostanze misteriose senza che il colpevole sia stato identificato. Il “dynamic duo” composto da Eva e Mara lavorano in stretta simbiosi su una pista che le porta a renderle consapevoli che lì fuori, a piede libero,  c’è un serial killer da scovare a ogni costo. Sullo sfondo in background c’è la Sardegna, isola dai sapori quasi ancestrali, in cui la coppia agisce per dirimere il mistero delle uccisioni.
“Non temere i morti, ma temi i vivi” è il sottotitolo del noir che costituisce anche il mantra di tutta l’avvicincente e complessa trama.
Piergiorgio Pulixi ha condiviso la passione e l’impegno per il suo lavoro con il pubblico presente rispondendo a varie domande e curiosità. Per il processo di costruzione del romanzo,  fornisce precisi ragguagli in merito:

“Lavoro sulla struttura del romanzo  e parto spesse volte anche da un fatto di cronaca che mi ha colpito. Divido in cinque punti, con incipit  e conclusione. In mezzo c’è il corpo della storia che viene sezionato ulteriormente in tanti punti. In sostanza devo riuscire a “vedere”  il romanzo. Poi ci sono i colpi di scena da dislocare nella trama.

Ci lavoro circa un anno facendo ricerche attraverso un lavoro certosino.
Poi dedico tutto me stesso alla ricerca di quel senso artistico per trasporre su carta la storia intrecciata. Ci deve essere una precisa impronta narrativa Sono metodico per questo . Mi sveglio alle 5 di mattina. Bisogna scrivere ogni giorno per mantenere il ritmo, un po’ come un corridore che si allena con costanza.
Il mio obiettivo è raccontare persone non personaggi.  E’ un lavoro che faccio con enorme passione”.
Può questa storia diventare anche una fiction o essere trasposta magari su grande schermo? È un interrogativo su cui lo scrittore fa sapere che
” i diritti sono già stati acquisiti dalla stessa casa che ha prodotto la serie di Montalbano. Al produttore piacciono i personaggi della storia. Anche l”ambientazione può avere una sua valenza”.
Anche nel precedente lavoro “Lo stupore della notte”, ambientato però a Milano, il personaggio principale era una donna, il commissario Rosa Lopez. Questo può essere una sorta di fil rouge che lega i due romanzi.
“È stato bellissimo parlare di due donne -dichiara l’autore – È stato davvero un viaggio emozionale
narrare di queste due donne forti e coraggiose, che trovano una loro “bellezza” con la capacità di fare realmente squadra dopo un iniziale contrasto. Il tutto sullo sfondo di una Sardegna selvaggia e selvatica dove scaturiscono le infinite anime di questa isola,  con l’augurio che ognuno di noi possa davvero trovare la propria isola delle anime”.
Nel romanzo ci sono tanti riferimenti a canzoni e musiche.
” Ho un bellissimo rapporto con la musica. Inserisco tante canzoni nei miei romanzi.  Ritengo che possano conferire un dettaglio in più.
Le canzoni che ho inserito sono significative e possono essere richiamate anche nella versione audio del libro”.
Per la scrittura ricercata e per la trama thrilling con forti venature noir, ” L’isola delle anime ” può avere un effetto coinvolgente sul lettore che voglia sperimentare i brividi di una storia,  dove le protagoniste fanno della ricerca della verità la propria essenziale  ragione di vita.
Domenico Ferraro