L’ultimo libro di Tony Laudadio a Castellammare

"Preludio a un bacio" è l'ultima fatica letteraria dell'eclettico artista campano Tony Laudadio

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“Preludio a un bacio” è l’ultima fatica letteraria dell’eclettico artista campano Tony Laudadio. Nell’ambito delle presentazioni letterarie organizzate dalla libreria Mondadori di Castellammare di Stabia, la professoressa Tiziana Esposito ha magistralmente condotto e facilitato l’incontro con lo scrittore cadertano tenutosi presso la suggestiva location del “Secret garden apartment” di via Nocera, gestito da Patrizia Iozzino e Piero Ottone, al cospetto di un folto e variegato pubblico, che ha partecipato al gradevole rendez-vous con attenzione e curiosità, dialogando apertamente con lo stesso artista.
Il reading di vari passi del romanzo, che è tra i sei vincitori del Premio Selezione Bancarella 2019, è stato allietato dalle magiche note del sax di Laudadio, che tra l’altro ha aperto proprio con un assolo  strumentale sulle note di “Prelude to a kiss”,  che dà proprio il titolo al libro.
“Autore versatile per cui è complicato sintetizzare il suo percorso professionale.
Nel suo blog, interessante  e pieno di idee, c’è tutta la sua storia” – ha esordito la professoressa Esposito in qualità di moderatrice, presentando lo scrittore che ha avuto tante esperienze come attore sia al cinema che al teatro. È entrato nella bottega di Vittorio Gassman e ha recitato , tra gli altri, anche Nanni Moretti, Tony Servillo e Fabrizio Bentivoglio.  Tony Laudadio è quindi un artista a tutto tondo avendo praticato vari mestieri legati all’arte, scoprendo anche la scrittura successivamente.
“Preludio a un bacio” è libro denso di tematiche . Non è un thriller noir vero e proprio, ma presenta vari colpi di scena e capovolgimenti che non sveliamo, attenti a non fare spoiler.
È un libro legato alla musica. Il personaggio protagonista si chiama Emanuele e suona il sax . Ogni capitolo del romanzo  è costruito come un brano musicale.
I capitoli sono intitolati a colori, con vari brani musicali non messi a caso.
Il protagonista è un barbone che suona per strada chiedendo l’elemosina,  la musica per lui  ha un valore quasi  terapeutico.
Emanuele ha creato una sorta di corazza rinunciando a ogni tipo di contatto con il prossimo tranne con Maria, una barista che si cura di lui. Un evento sarà decisivo per un cambiamento di rotta e che lo aiuterà anche a far pace con se stesso e gli altri.
” È difficile parlare del romanzo senza svelare- riferisce l’autore- Ci sono vari temi. Bisogna leggerlo per addentrarsi in esso. Il racconto dovrebbe emozionare e cercare di fare girare pagina al lettore. La musica è un elemento dominante del romanzo”.
Parlando di sé e dell’arte, collegandosi al romanzo, l’autore fa sapere che :
” C’è sempre un fondo di precarietà e un rischio da quando ho cominciato.
C’è uno spettro e la paura di non riuscirci.Emanuele, il protagonista, è uno dei miei spettri. È un me stesso se la vita fosse andata in un
altro modo. Mi sono sempre chiesto cosa avrei fatto se non fossi riuscito nel mio percorso. La risposta è stata quella che poi ha fatto Emanuele: mettersi all’angolo e chiedere l’ elemosina, suonando per sbarcare il lunario. È una metafora della vita. I temi del romanzo sono i circuiti familiari,  il tempo, la memoria e il modo di conciliare se stessi con il passato.
Il protagonista ha vissuto apaticamente con l’ottundimento dei sensi, c’è quasi una forma di cinismo. Emanuele scopre successivamente l’empatia con le persone che poi fanno la fila per parlare con lui dei problemi delle loro vite, invece di sentire semplicemente  la sua musica.
Il protagonista comincia a “vedere” le persone dopo aver vissuto un trauma.
L’ artista diventa così quasi l’ assorbitore delle emozioni degli altri.
La trama della narrazione, che si snoda in un periodo natalizio nella cornice di Caserta, gioca sul desiderio di stabilità e sulla pulsione di libertà.
Emanuele, che è anche antipatico ed egoista, non possiede niente e non ha niente da
perdere, lui che lotta strenuamente per difendere il proprio territorio in cui trovare rifugio e cioè una nicchia nelle vicinanze di una banca della città, che realmente esiste “.
Lo scrittore poi espone il suo mantra letterario: “Bisogna essere spietatamente onesti.  Non voglio strizzare l’occhio o assecondare nessun tipo di pubblico con i miei scritti”.
Interessante poi il processo creativo: “Parto dai personaggi che sgomitano nella mia testa. La trama può anche cambiare in corso d’opera. Per questo libro ho realizzato un finale che non avevo in mente”.
Il libro come sceneggiatura di un film?
“Non escludo che ci possa essere una trasposizione al cinema o in  tv. Sarebbe davvero molto bello. Magari il protagonista potrei essere io! Per me recitare, suonare e scrivere, fanno parte di un unicum “, conclude lo scrittore che ci lascia una citazione del filosofo Adorno: “Tutte le arti tendono alla musica”.
Nel 2020 uscirà il nuovo libro a cui Laudadio sta già lavorando, di cui però l’autore non lascia trapelare ancora niente.
Domenico Ferraro