CMO, azienda chiede nuova autorizzazione al Suap

Intanto i 69 lavoratori licenziati che si riuniscono nel Comitato art.32, stretti nella morsa del tempo per vedere salvo il loro posto di lavoro, premono sull’ASL Na 3

386

Dopo il via libera dato dal Difensore Civico Regionale al trasferimento in una nuova struttura del servizio di Medicina Nucleare della società CMO, la vicenda non è del tutto chiusa. Certo l’azione del Difensore Civico ha dato un’accelerata all’iter burocratico che rischiava di impantanarsi in lungaggini

 

immotivate, ma ancora qualche passaggio obbligato è da effettuarsi. Il primo atto è rappresentato dalla nuova richiesta da parte dell’azienda all’ufficio Suap del Comune di Torre Annunziata per ottenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria nei nuovi locali di via Roma. Nella richiesta, protocollata il 17 luglio, la società CMO sottolinea come i locali in questione siano dotati dei requisiti minimi  per svolgere il servizio ambulatoriale extra ospedaliero. Ora si aspetta la celere risposta dell’Ente.

Intanto i 69 lavoratori licenziati che si riuniscono nel Comitato art.32, stretti nella morsa del tempo per vedere salvo il loro posto di lavoro, premono sull’ASL Na 3. Con una lettera inviata alla Dott.ssa Adele Carotenuto – direttore D.P. – gli stessi chiedono “una disponibilità ad un incontro al fine di ricevere aggiornamenti sullo status dell’istruttoria relativa al parere circa l’autorizzazione all’esercizio della Medicina Nucleare. Considerando la grave situazione in cui versano le famiglie dei lavoratori licenziati e considerata la notevole importanza di impatto pubblico e sociale sul territorio di Torre Annunziata, le chiediamo un celere riscontro ed una sua disponibilità ad ascoltare una delegazione del Comitato CMO il prima possibile”.

E.I.

Condividi
PrecedenteFiano Love Fest to the Moon
SuccessivoNapoli, banda del buco: scoperta base a Forcella
avatar
Il settimanale “Il Gazzettino vesuviano” fondato nel 1971 si interessa delle tematiche legate al territorio vesuviano; dalla politica locale e regionale, a quella cultura che fonda le proprie radici nelle tradizioni ed è alla base delle tante realtà che operano sul territorio.