Nonostante la Lega, con un’ulteriore contorsione politica, abbia ritirato a metà giornata di ieri la mozione di sfiducia al Senato presentata pochi giorni fa nei confronti del governo Conte, una ‘sfiducia’ tattica che infatti non è stata seguita dalle dimissioni dei propri rappresentanti dalle cariche istituzionali che ricoprivano, il governo giallo-verde non ha retto l’urto ed è collassato.

“L’azione del governo si arresta qui”.  Il premier Giuseppe Conte ha messo la parola fine ai 14 mesi di governo Lega-M5S aprendo ufficialmente la crisi, con le dimissioni rassegnate al presidente della Repubblica che ha avviato subito nuove consultazioni. Nel suo intervento al senato il presidente del Consiglio difende quanto fatto dl suo esecutivo – “abbiamo lavorato fino all’ultimo giorno” – ricordando che c’è ancora lavoro da fare, ma soprattutto ne approfitta per lanciare un duro attacco a Matteo Salvini. Il premier è una furia e non usa giri di parole nel bollare il ministro dell’interno come un irresponsabile per aver aperto una crisi solo per “interessi personali e di partito”.

Il Presidente della Repubblica ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il Governo a curare il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio oggi, mercoledì 21 agosto, alle ore 16.00. Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l’Ufficio Stampa. Dagli incontri previsti si capirà se ci sono le condizioni per trovare nuovi equilibri politici all’interno del parlamento per far nascere un nuovo esecutivo (tecnico o politico si vedrà), oppure in assenza di accordi si precipiterà rapidamente verso nuove elezioni.

Salvini (Lega): “Conte, che delusione” “In Aula del Senato oggi non abbiamo ascoltato idee. Dopo un anno di governo insieme, dunque, solo insulti dal presidente del consiglio. Che delusione, se mal sopportava la Lega e il sottoscritto e preferiva il Pd poteva dirlo subito”.

Zingaretti (PD): “Ora serve discontinuità” “In una Repubblica parlamentare è giusto verificare se sono possibili altre maggioranze ma in netta discontinuità a partire dal metodo. Dobbiamo verificare non se esiste la possibilità di un nuovo contratto bensì di una ampia maggioranza su una visione di crescita del Paese, altrimenti si va al voto. Quello che mi preoccupa – ha aggiunto – non sono i numeri in Parlamento, ma la serietà e la discontinuità. Non si vota un governo della paura per qualcosa, ma per dare una prospettiva al Paese. Se diamo questo futuro costruiremo una maggioranza parlamentare altrimenti andremo al voto”.

Di Maio (M5S): “Caro Giuseppe, oggi è un giorno importante. Il giorno in cui la Lega dovrà rispondere delle proprie colpe per aver deciso di far crollare tutto, aprendo una crisi in pieno agosto, in spiaggia, solo per ricorrere i sondaggi. Oggi al Senato, i ministri M5S saranno al tuo fianco.Ci presenteremo a testa alta. Qualunque cosa accada, volevo dirti che è stato un onore lavorare insieme in questo governo. Sei una delle scelte di cui vado più fiero nella mia vita. Sei una perla rara, un servitore della Nazione che l’Italia non può perdere. Forza amico mio!”.