SiCobas Lavoratori Autorganizzati per lo Sciopero Generale

Una chiamata a tutte le realtà di lotta politiche e sindacali, collettive e reti solidali a un’assemblea nazionale da tenersi il 29 settembre prossimo a Napoli per costruire uno sciopero generale il prossimo autunno

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Nonostante il cambio di segno del governo, con la fuoriuscita della Lega e l’ingresso del PD nell’alleanza con il M5S alla guida dell’esecutivo, non si modificano le critiche sulle ricette antisociali espresse dai soggetti più colpiti da una crisi economica che lungi dal vedere la fine del tunnel ha rappresentato e rappresenta la pietra miliare per la produzione di politiche di austerity e reazionarie – con derive, finanche, di stampo razzistico e discriminatorio – che hanno consentito la concentrazione delle ricchezze in mani sempre più esigue e scaraventato interi settori sociali in un presente di precarietà ed impoverimento.

Ed è sulla scorta di tale riflessione che si basa il documento-appello – pubblicato di seguito – del SiCobas Lavoratori Autorganizzati che chiama tutte le realtà di lotta politiche e sindacali, collettive e reti solidali ad un’assemblea nazionale da tenersi il 29 settembre prossimo a Napoli per costruire uno sciopero generale il prossimo autunno.

“Per costruire un fronte anticapitalista in questo paese e costruire un forte movimento di opposizione pienamente autonomo e indipendente dall’ipocrita ed inconcludente “brusio” dei sindacati di stato, del PD e dei cascami della sinistra di stato.

Per organizzarci contro il notevole salto di qualità repressivo con il nuovo Decreto Sicurezza Bis e l’introduzione di nuove fattispecie di reato, dall’altro con l’inasprimento di quelle già esistenti, per combattere la militarizzazione degli scioperi e dei picchetti operai e la scure contro le occupazioni a scopo abitativo.

Per svelare il vero obiettivo del veleno razzista diffuso nel paese: creare sempre crescenti masse di proletari immigrati e costringere alla ”illegalità” migliaia di proletari autoctoni a cui è negato persino un tetto, al fine di poter estorcere condizioni di lavoro sempre più schiavistiche e colpire in maniera spietata ogni forma di resistenza o di riappropriazione di diritti.

Per unire le lotte contro i cambiamenti climatici, la devastazione ambientale, nuove discariche ed inceneritori, commissariamenti e grandi opere inutili e dannose in una prospettiva anticapitalista.

Per respingere il regalo della flat tax al 15% (già erogato alla piccola borghesia che ne ha ricavato uno sgravio fiscale fino a 10 mila euro e che ora vogliono estendere a impiegati e dirigenti) ed opporci ai tagli ai fondi per l’istruzione ed al fondo sanitario, all’aumento per le spese militari e per i programmi destinati all’acquisto di armamenti.

Per difenderci dall’attacco senza sosta alle tutele e ai livelli salariali per mezzo di contratti-bidone, leggi precarizzanti e tagli al salario indiretto (servizi sociali) contro il travaso di ricchezza dai salari ai profitti con imposte dirette e indirette mentre i padroni continuano ad evadere.

Per rompere davvero i dogmi sulla “sacralità” dei conti pubblici e dei vincoli di bilancio iniziando dall’annullamento del debito pubblico come cappio perennemente teso attorno al collo dei lavoratori e delle classi oppresse.

Per fermare l’autonomia differenziata (e tutti i piani di accentuazione delle disuguaglianze territoriali di Lega, 5 Stelle e PD) dai chiari connotati di classe ed il travaso del gettito fiscale dello stato verso le regioni “più virtuose” a danno di quelle più povere e arretrate, contro l’allargamento del divario tra Nord e Sud nella spesa sociale e la reintroduzione delle “gabbie salariali” con la distruzione definitiva dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.

Per una mobilitazione unitaria degli operai e di tutti i lavoratori subordinati, i disoccupati, gli studenti e tutti i ceti oppressi, per unire le lotte dei facchini e dei lavoratori del nord Italia e quelle dei disoccupati, dei licenziati e degli occupanti casa nel meridione, per rompere vincoli, discriminazioni ed iniquità nei criteri di gestione e di accesso al RdC e per l’introduzione di un vero salario medio garantito.

Si può avere successo, pur nelle difficoltà della fase politica, unendo le forze prendendo esempio delle lotte nella logistica dove i lavoratori hanno contrastato vigorosamente i padroni e vinto parecchie battaglie e in continuità con le due manifestazioni di primavera.

La grande e combattiva manifestazione del 27 luglio è stata la dimostrazione più evidente che la lotta della Val di Susa può rappresentare non solo l’inizio di una definitiva Caporetto per Di Maio e compagnia, ma anche e soprattutto la scintilla che, se raccolta a dovere, può innescare una stagione di lotta dura, generalizzata e di massa a questo governo oramai a trazione esclusiva di “Salvini” e alle sue politiche, agli interessi trasversali di Lega, PD, FI ecc.

Per l’indipendenza di classe, per un fronte anticapitalista!

Per generalizzare lo sciopero del 25 Ottobre in un ampia e generale mobilitazione capace di attraversare l’intero autunno e soprattutto di coinvolgere ed intersecare tutta l’opposizione di classe, i movimenti studenteschi come quelli contro le devastazioni ambientali, le lotte per la casa come il movimento femminista, le lotte dei disoccupati come quelle antirazziste, e che sia capace di porre le basi per una mobilitazione internazionalista, dunque non più limitata ai sempre più angusti confini nazionali, bensì capace di muoversi ed agire su scala almeno continentale.

A tutte le esperienze di lotta con cui ci siamo relazionati in questi anni, ai compagni ed alle realtà anticapitaliste, ai lavoratori ed ai proletari combattivi senza distinzione di appartenenza sindacale o politica e che condividono queste riflessioni, a un momento di confronto assembleare nazionale che si terrà domenica 29 settembre alle ore 10,30 a Napoli a Villa Medusa Casa del Popolo”.

E.I.