Roccarainola: no al forno crematorio

Costituito il Comitato civico "No Forno Crematorio" col fine di opporsi alla realizzazione di un impianto per servizi cimiteriali ed impedirne il pesante impatto sul territorio

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A Roccarainola si è costituito il comitato civico “No Forno Crematorio” col fine di opporsi alla realizzazione di un forno crematorio per servizi cimiteriali, impedendone, dunque, i pesanti impatti sul territorio. Il comitato non ha fini di lucro e soprattutto è apartitico. I suoi membri sono aperti ad ogni tipo di collaborazione con le associazioni presenti sul territorio o con chiunque voglia partecipare attivamente alle attività volte a tutelare anzitutto la salute dei cittadini, il territorio e l’ambiente.

La formazione del comitato segue immediatamente la pubblicazione, da parte del Comune, del bando di gara per l’affidamento in concessione dei servizi cimiteriali e messa a disposizione di un’area comunale per la realizzazione di un forno crematorio.

Il comitato, come prima iniziativa, ha promosso una raccolta firme motivando le ragioni del suo no all’opera pianificata: “nell’eventualità di una malagestione le emissioni di un impianto crematorio contribuirebbero a peggiorare la già gravemente compromessa qualità dell’ambiente; per le gravi condizioni ambientali in Terra dei Fuochi si riscontra il 46% in più di patologie tumorali rispetto al resto del sud Italia e si muore di più rispetto al resto del territorio nazionale; Roccarainola è un grande polmone verde e questa sua peculiarità dovrebbe indirizzarci a politiche più ecosostenibili e a progettualità a maggiore vocazione ambientale; la realizzazione di un forno crematorio avrebbe un forte impatto negativo sull’immagine e sull’economia del paese – produzione agricola, attività turistica e di ristorazione del territorio -“.

Venerdì 20 settembre ci sarà un convegno “No al forno crematorio a Roccarainola, difendiamo il nostro territorio”, cui parteciperanno diversi relatori tra cui il Dott. Prof. Antonio Marfella presidente dell’ISDE medici per l’ambiente Napoli.

E.I.

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