La Turchia attacca i Curdi del PKK/YPG. Partiti i primi raid in Siria, si contano già le prime vittime. “L’operazione militare dell’esercito turco contro le forze curde nel nord-est della Siria è cominciata”, ha annunciato su Twitter il presidente Recep Erdogan.

C’è grande panico fra la popolazione nella regione”, ha twittato un portavoce dei combattenti curdi nel nord della Siria. I raid dei jet turchi sull’area di Ras al-Ayn sono confermati anche da fonti militari di Ankara, che sostengono di prendere di mira obiettivi delle forze curde dell’Ypg. Diverse esplosioni

sono avvenute anche nella località siriana di Ras al-Ayn.

La Casa Bianca ha annunciato, a seguito di un colloquio telefonico tra Trump ed Erdogan, che presto si ritirerà dal Nord della Siria, dal Rojava e che non proteggerà più le SDF. Ulteriormente è stato chiarito che gli Stati uniti non si opporranno in alcun modo all’operazione di invasione turca largamente annunciata nelle settimane scorse.

Il comunicato ulteriormente precisa che tutti i progioneri Isis, al momento sotto custodia delle SDF, dovranno passare sotto la custodia della Turchia, ovvero il paese che ha proprio favorito l’arrivo di questi Foreign fighters in Siria in funzione anti curdi e anti Assad.

Nella notte #ISIS ha attaccato la sua ex capitale Raqqa: tre attacchi bomba suicidi sulle truppe ed un commando di miliziani riemerso a cavallo della zona occidentale della città vecchia. Hanno tentato di prendere il controllo del quartier generale della sicurezza della città (Piazza al-Basel), dei check point adiacenti e di altri punti di difesa.

Gli uomini e le donne delle #SDF (Forze Democratiche Siriane), che a marzo di quest’anno hanno sconfitto il califfato, si trovano ora cellule di ISIS rianimate dentro il proprio territorio ed i carri armati turchi, alleati dei gruppi jihadisti, ammassati lungo il confine che sparano cannonate indiscriminatamente.