Whirlpool Napoli, Fiom: «Nessun passo avanti»

La multinazionale sarebbe pronta a sospendere i licenziamenti di Napoli fino al 31 ottobre. Re David (Cgil): “Non serve a riaprire il tavolo”

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Whirlpool sarebbe disponibile a riprendere il confronto con i sindacati e a sospendere la cessione di ramo d’azienda fino al 31 ottobre, con la conseguente sospensione della procedura di licenziamento per i lavoratori di Napoli destinato alla chiusura. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte ai sindacati nel corso dell’incontro di ieri 9 ottobre a Palazzo Chigi. Sarebbe prevista anche un’ulteriore riunione tra governo e azienda, riferiscono fonti presenti all’incontro, aggiungendo che Conte avrebbe confermato l’impegno di Palazzo Chigi per fare tutto il possibile a sostegno dei lavoratori.

Ma i sindacati escono insoddisfatti dall’incontro. Per la Fiom era presente una delegazione composta dalla segretaria generale, Francesca Re David, dalla segretaria nazionale e responsabile del settore elettrodomestici, Barbara Tibaldi, dal segretario generale della Fiom di Napoli Rosario Rappa, dal delegato Rsu della Whirlpool Napoli Raffaele Romano e da Massimo Brancato della Cgil nazionale. “Dall’incontro – ha detto Re David – non usciamo soddisfatti. La semplice sospensione della procedura di cessione non è quello che serve per riaprire un tavolo che rimetta in discussione la decisione dell’azienda. Whirlpool non può continuare come se nulla fosse, da quando è cominciato il confronto non ha fatto passi avanti. È necessario da parte sua un cambio di atteggiamento”. La delegazione Fiom al tavolo ha precisato che “in attesa che il ministro Patuanelli valuti, nell’incontro che avverrà con l’azienda entro le prossime 24 ore, se ci sono le condizioni per riconvocare il tavolo, per la Fiom è necessario il rispetto dell’accordo del 25 ottobre scorso, sottoscritto da azienda, sindacati e governo. E quell’accordo parlava di investimenti, non di cessione”.

Sulla stessa linea Marco Bentivogli, segretario Fim Cisl, che osserva: “La situazione non cambia. La sospensione non sposta i tempi e non dà spazio a un negoziato vero. La nostra è una valutazione negativa perché l’azienda non si è spostata di un millimetro”.

“I segnali che abbiamo avuto da Whirlpool e dalle esperienze pregresse non depongono a favore di una interlocuzione serena”. Lo ha confermato lo stesso Patuanelli: “Detto ciò – sono le parole del ministro –, anche se il segnale di sospensione della procedura di cessione non è il massimo, perché avrei preferito l’interruzione, in questo momento è utile andare a vedere le carte in mano all’azienda”.

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