Integrity tour a Castellammare di Stabia: allenamento dei club di B contro il “match fixing”

Che cos'è il "match fixing"? È un termine inglese che fa riferimento al fenomeno delle combine in ambito sportivo e calcistico, volto a manipolare il risultato dell'incontro per avere un tornaconto economico

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Mercoledì 30 ottobre alle ore 13.30, presso la sala stampa del “Menti” si è tenuta la conferenza di presentazione della terza tappa dell’Integrity tour “Per scrivere le regole del gioco pulito” , che prevede una tappa per tutte le società di serie B. Dopo Verona e Venezia, oggi si è svolto il terzo evento a Castellammare di Stabia. Trattasi di un articolato progetto formativo per le prime squadre e quelle giovanili del torneo di serie BKT per la stagione in corso. Tale progetto è stato organizzato dalla Lega B, dall’Istituto per il credito sportivo (Ics) e dall’Associazione Italiana Calciatori (Aic). Sono intervenuti il presidente della Juve Stabia, Andrea Langella, il capitano della squadra gialloblù , Roberto Vitiello, il responsabile competizioni Lega B, Enrico Franchi, l’Area legale LNPB, Celeste Facchin, il vice presidente Associazione Italiana Calciatori, Umberto Calcagno, il collaboratore Associazione italiana calciatori , Danilo Coppola, e il responsabile marketing dell’Istituto per il Credito Sportivo, Alessandro Bolis.


Che cos’è il “match fixing“? È un termine inglese che fa riferimento al fenomeno delle combine in ambito sportivo e calcistico, volto a manipolare il risultato dell’incontro per avere un tornaconto economico. I responsabili intervenuti hanno fornito ampi dettagli e spiegazioni sul programma formativo in essere.

“Il programma, tenuto dal personale di Lega B e AIC, vuole formare i giovani atleti sui temi dell’integrità e della lotta alla corruzione nel calcio, con particolare riferimento alle scommesse sportive”, questo un estratto dal comunicato stampa promulgato dagli enti organizzatori.

“Il momento di formazione prevede due interventi nell’ambito di ciascun incontro: uno suo profili normativi e regolamentari in tema di violazione di divieto di scommesse, di illecito sportivo e conseguentemente dell’omessa, e uno sulle conseguenze e le fattispecie concrete derivanti dai comportamenti dei tesserati”, prosegue il comunicato.

Il presidente del sodalizio gialloblù, Andrea Langella, ha, tra l’altro, dichiarato:”È un programma di cui siamo orgogliosi. Siamo un club di grande tradizione sportiva, fra i più antichi del Sud e in Campania, con la gestione di ben otto squadre, dalla squadra principale a quella femminile. C’è grande passione e responsabilità in quello che facciamo. Ciò ci rende più formati e consapevoli di queste importanti tematiche”.

Alessandro Bolis, responsabile marketing Ics,  ha ribadito che “si tratta di una iniziativa di tipo etico,dove la formazione, specie per i giocatori più giovani, ha una rilevanza particolare e aiuta sicuramente, evidenziando rischi e pericoli del match fixing”.

Interessante la puntualizzazione del vice presidente Aic, Umberto Calcagno,   sull’importanza dell’eventuale adozione di un modello organizzativo certificabile per le società di calcio, legato alla legge 231, il tutto chiaramente tenendo d’occhio i relativi costi, anche come modalità per tutelare i club calcistici dalle problematiche del match fixing.

Nel comunicato stampa dell’evento sono anche riportate le dichiarazioni del presidente di Lega B, Mauro Balata,  e del presidente dell’Istituto per il Credito sportivo (Ics), Andrea Abodi, di seguito evidenziate.

Balata – “La responsabilità che si ha nei confronti dei tifosi, della maglia e della tradizione del club a cui si appartiene impone l’adozione di anticorpi e di un allenamento continuo e metodico della conoscenza, un esercizio che va praticato con la medesima intensità e impegno di quello che si effettua quotidianamente nei centri sportivi. Ecco perché l’Integrity tour non è solo un progetto importante ma addirittura strategico per le venti società del nostro campionato”.

Abodi – “Dobbiamo collaborare intensamente e con continuità per un sistema più sano nel quale le persone, ai vari livelli, vengano scelte non soltanto per le qualità tecniche o professionali, ma anche per quelle personali e morali. L’obiettivo è il miglioramento del contesto sportivo, nel quale è potenzialmente a rischio quotidiano la sua integrità, minata dal doping farmacologico, e amministrativo, oltre a quello degli illeciti sportivi.  In questo ambito di costruzione della credibilità e della reputazione, l’allenamento della conoscenza e delle coscienze diventa determinante quanto quello fisico. Il Credito Sportivo intende assumere un ruolo sempre più attivo, non solo attraverso lo sviluppo delle infrastrutture fisiche, ma anche e soprattutto attraverso quelle immateriali: l’educazione, la formazione e l’informazione. L’integrità del calcio inoltre, garantisce non solo l’essenza del gioco stesso, ma ne tutela anche il valore economico. Come banca pubblica del Paese vogliamo poter contare su un sistema finanziariamente ed eticamente solido proiettato al futuro, garantendone così la stabilità nel tempo”.

Domenico Ferraro