Si doveva rispondere sul campo alle giornata concitate e burrascose appena trascorse. Invece il Napoli mette in campo una delle peggiori partite della stagione, non andando oltre lo 0-0 in casa con il Genoa.

La squadra avrà senza dubbio risentito del caos degli scorsi giorni, ma si attendeva una reazione per dare un segnale forte all’ambiente. Niente di più lontano: poche idee, ritmo blando, addirittura possesso palla concesso all’avversario. Il giocattolo sembra essersi rotto definitivamente.

Minime le note positive di questa piovosa serata al San Paolo. Mertens si conferma l’unico che può mettersi la squadra sulle spalle, ma oggi più che mai ha predicato nel deserto. L’unico a creare azioni pericolose, a dare vivacità all’offensiva azzurra, non supportato però da Lozano e Insigne prima e da Llorente poi. Buone anche le prove di Zielinski e Hysaj: il polacco fa registrare una delle sue uscite più positive degli ultimi tempi, alternando la fase di impostazione a quella di interdizione; l’albanese, per la prima volta in campo dopo il grande spavento di Torino di un mese fa, si disimpegna bene nel ruolo di terzino sinistro, cercando spesso la spinta sulla fascia (aspetto che non è sicuramente nel suo arsenale).

La difesa non è stata impegnata molto nell’arco della gara. L’unico vero pericolo giunto alla porta di Ospina è stato il colpo sottomisura a botta sicura di Pinamonti, salvato miracolosamente da Koulibaly sulla linea. Per il resto il Genoa non ha creato sortite offensive degne di nota, facendo però una perfetta gara di contenimento e possesso.

Negative le prestazioni di Fabian Ruiz e Callejon, che non sono entrati mai in partita. L’esterno si dimostra ancora una volta inefficace contro una difesa schierata a copertura quasi fissa dell’area di rigore, mentre il centrale prosegue con il suo momento no, mostrando inoltre una certa frustrazione sul finire di gara quando ha commesso un paio di falli di puro nervosismo.

Si è notata e non poco l’assenza di un giocatore come Milik, che non solo si sta dimostrando forse l’unico terminale offensivo della squadra, ma anche uno dei pochissimi che riesce a estrarre dal cilindro la giocata che avrebbe potuto sbloccare la partita.

Il gruppo azzurro si è mostrato unito, ma l’unione non basta quando a mancare sono gli stimoli e un’idea precisa di gioco. Sono sembrate mancare proprio la voglia e la determinazione.

Sul fronte ambientale, il pubblico ha fatto sentire la sua presenza. Sono arrivati infatti fischi all’indirizzo dei giocatori al loro ingresso in campo per il riscaldamento e per l’inizio della gara. Fischi che sono proseguiti, anche se in minore entità, per buona parte dei novanta minuti e che sono cresciuti vistosamente dopo la conclusione dell’incontro.

Salvatore Emmanuele Palumbo