Portici diventa “Casal di Portici”. Ad animare il dibattito, negli ultimi giorni, un pesante manifesto – firmato da Liberi e Uguali, oltre alle civiche Ottobrerosso, Piazzasancirodiciassette e Una scelta condivisa – in cui la città della Reggia viene addirittura accostata alla celeberrima località casertana, in un mix di accuse più o meno velate al primo cittadino che non ha fatto felici i residenti di Casale.

Nel documento si citano il caso della piscina gestita dal clan Cesaro con fideiussione milionaria sottoscritta dall’Ente, il presunto allontanamento da Leucopetra di un lavoratore affetto da Sla, fino addirittura a una serie di azioni volte «alla sottomissione di delle istituzioni democratiche al volere di uno pseudo-boss». Vocaboli forti, che rendono maldestramente dall’esterno l’idea di un Comune assoggettato al potere di una figura che – insinua il manifesto – utilizza «il ‘braccio armato’ di dirigenti, funzionari e segretari generali per colpire i rappresentati del popolo», in evidente contrasto con i valori della legalità.

A commentare il marasma di attacchi è stato poi lo stesso Iacomino, il quale non si è fatto problemi a rincarare la dose: «Il punto principale è senza dubbio quello che fa riferimento al vitalizio maturato da Cuomo, un obiettivo per il quale sono stati prodotti atti falsi. Ho effettuato tutte le segnalazioni del caso nelle sedi opportune, depositando le carte – puntualizza l’esponente consiliare di LeU -. Quello del sindaco è il corollario di un comportamento sbagliato, se siamo per la lotta all’illegalità non possiamo permetterci certe azioni». Il riferimento è ovviamente all’insediamento di Enzo Cuomo avvenuto nell’estate 2017, giusto in tempo per maturare i 4 anni e 6 mesi necessari al conseguimento della pensione: «Lascia pensare male che un sindaco vittorioso alle elezioni comunali con il 77% delle preferenze, faccia passare oltre un mese per la proclamazione – punge Iacomino -. Al 20 luglio c’era ancora tempo per presentare le sue dimissioni al Senato, invece si è fatto di tutto per protocollare gli atti ad agosto e attendere la riapertura del 13 settembre, dopo le ferie. In questo modo si mettono alla berlina le istituzioni».

sindaco cuomo portici molestie sessualiCuomo ha respinto al mittente ogni accusa. L’ex senatore del Pd ha infatti commentato in maniera sprezzante le insinuazioni dell’avversario politico: «Iacomino farnetica come spesso gli accade dopo la sconfitta elettorale in cui è stato asfaltato – afferma il sindaco -. La procedura delle mie dimissioni è stata ritenuta corretta in due diversi gradi di giudizio, mentre per una falsa dichiarazione resa nel 2017 Iacomino ha ricevuto un decreto penale di condanna dopo aver perso una causa intentata contro il Comune per interessi sanitari. L’altro soggetto non ha ancora smaltito le tossine elettorali accumulate dopo la sconfitta elettorale, sconfitta di cui non riesce a reggere il peso. Ancora una volta esprimo la mia vicinanza e solidarietà al sindaco Natale ed alla Città di Casal di Principe – conclude Cuomo – che si compone di tante persone perbene colpite purtroppo da dichiarazioni idiote e volgari».

L’episodio ha comprensibilmente scatenato le ire del primo cittadino di Casale, Renato Natale. «Lei è stato distratto negli ultimi 5 anni, per cui non si è accorto dei cambiamenti che hanno interessato la città di cui mi onoro di essere sindaco – ha scritto ieri il sindaco in una lettera indirizzata al portavoce consiliare di LeU Salvatore Iacomino -. Una città che ha dato la cittadinanza onoraria a personaggi come Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antiterrorismo, e Franco Roberti, oggi europarlamentare ma già procuratore della Dna. Oggi, per chi voglia fare attenzione alle vicende della storia e non semplicemente utilizzare luoghi comuni desueti, sarà facile rendersi conto degli enormi passi avanti fatti da questa comunità casalese, oramai simbolo, in Italia, di riscatto, di legalità, e di trasparenza, piuttosto che di criminalità, come invece sembra intendere lei».

salvatore iacominoNatale imputa al consigliere porticese «vecchi luoghi comuni, senza capacità di aggiornare analisi ed opinioni». Da qui la richiesta di scuse. Contattato per una replica, Iacomino ha fatto dietrofront: «Tengo subito a precisare che in alcun modo volevamo ledere l’onorabilità e la sensibilità di Natale e della comunità che guida, fatta di gente perbene. Non abbiamo in alcun modo citato Casal di Principe nel testo del nostro manifesto – ha detto -. Non vorremmo tuttavia che questo equivoco distolga l’attenzione dal messaggio politico che abbiamo voluto esprimere e che ha carattere esclusivamente locale. Mi permetta di osservare che anche lei non conoscendo la storia antica di Portici, non può sapere che la nostra città fu in passato un Casale e che solo grazie al sacrificio ed il lavoro dei suoi cittadini si riscattò dal giogo feudale. Non conoscendo infine la storia recente di Portici non può comprendere con pienezza il senso delle nostre parole, che però le garantiamo, nulla hanno a che fare con la sua comunità».

Francesco De Sio

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