Torre Annunziata: “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”

L’inasprimento delle pene per chi si macchia di orribili delitti nei confronti delle proprie compagne, non ha fatto da deterrente né è servito ad arginare il fenomeno del femminicidio

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Le iniziative sono state organizzate dal Centro Antiviolenza “Eirene” e dall’Associazione “Catena Rosa”, con il patrocinio del comune di Torre Annunziata e dell’Ambito N30.

Venerdì 22 novembre, alle ore 11, presso il Liceo Artistico “G. De Chirico”, ci sarà il seminario “Patriarcato e violenza ieri, oggi … e domani”, durante il quale si parlerà del ruolo delle donne nelle società antiche. Lunedì 25, alle ore 10, presso il cine-teatro “Politeama”, andrà in scena lo spettacolo teatrale per le scolaresche “Ventre Nero” a cura della compagnia “Hirondelle”, durante il quale si racconterà di Nerone e del suo narcisismo, di come abbia annientato tutte le donne della sua vita e del femminicidio di Poppea Sabina avvenuto nell’antica Oplontis.

«Il dato evidente di questi ultimi tempi – afferma l’assessore alle Politiche Sociali, Martina Nastri – mostra che l’inasprimento delle pene per chi si macchia di orribili delitti nei confronti delle proprie compagne, mogli e conviventi, non ha fatto da deterrente né è servito ad arginare il fenomeno del femminicidio nel nostro Paese. E’ necessario diffondere ad ogni livello il concetto che l’aggettivo “criminale” non debba essere rivolto esclusivamente a chi delinque, ma a tutti coloro che utilizzano la forza e la violenza fisica e psicologica per prevaricare nelle relazioni di coppia».

«La violenza contro le donne, dallo stalking al femminicidio – spiega il Presidente della Commissione Consiliare Politiche Sociali, Mariagrazia Sannino -, è una questione che deve investire tutti e deve rappresentare un tema cruciale di cui la società civile deve farsi carico. Nonostante azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza sulle donne, e tantissime campagne di sensibilizzazione, i dati e le statistiche territoriali parlano chiaro: è necessaria una rivoluzione culturale che interessi ogni agenzia educativa, la famiglia e in primis la scuola con il coinvolgimento di tutti gli operatori di settore».