Un Napoli a due facce non va oltre il pari a Udine

Dopo uno scialbo primo tempo, dove vanno in svantaggio per il gol di Lasagna, buona reazione degli azzurri nella ripresa. Di Zielinski la rete del pareggio

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Altro risultato non soddisfacente e altri punti persi sulle dirette concorrenti per un posto in Europa. Il Napoli continua la sua striscia negativa con l’1-1 contro l’Udinese: settimo match consecutivo in cui non si riesce a fare bottino pieno (nono se si considera anche la Champions League). La vittoria dell’Atalanta di oggi pomeriggio porta a sette i punti di ritardo dal sesto posto e domani il Parma ha addirittura la possibilità di agganciare gli azzurri in settima piazza.

Ancelotti decide di ritornare al 4-4-2 e appare ancora più evidente che questo modulo di gioco non si addice ai calciatori del Napoli. Primo tempo all’insegna della svogliatezza e della scarsa incisività. Zero nitide occasioni da gol create e l’Udinese colpisce in contropiede con Lasagna, che si infila tra i disattenti Koulibaly e Mario Rui e beffa Meret.

Così come contro il Bologna, quando si era partiti bene con il 4-3-3 e poi si è persa la gara con il passaggio al 4-4-2, anche ad Udine il volto della squadra muta diametralmente con il cambio di modulo. All’inizio del secondo tempo la sostituzione di Insigne con Llorente e lo spostamento dei giocatori che si sono schierati con un 4-2-3-1 fanno sì che il Napoli mostri sprazzi di buon gioco e crei diverse chance per andare a segno. Il pareggio arriva con Zielinski (prima marcatura stagionale) che ruba palla al limite dell’area e deposita in rete con un tiro rasoterra sul secondo palo. Per tutto il prosieguo della partita, i partenopei stazionano nella metà campo avversaria, senza però riuscire a portare a casa la vittoria.

C’è sicuramente di positivo la reazione della squadra nella seconda frazione, ma un primo tempo di questo tenore è inaccettabile. Ancelotti dovrà fare un serio bilancio e trarre le giuste conclusioni. Il carattere dimostrato per rimettere in piedi la sfida dimostra che la squadra sembra stia mentalmente ritornando, ma è necessaria una svolta sul piano tattico.

Mettendo da parte il primo tempo, nel quale non si riesce a salvare nessuno degli undici scesi in campo, buone le prestazione nella ripresa di Di Lorenzo e Callejon. Il terzino e l’ala hanno macinato chilometri sulla fascia destra e hanno ottimamente dialogato. Da loro sono parti la maggior parte delle azioni pericolose azzurre. Ottimo anche Zielinski, che oltre alla rete ha fornito una prestazione a tutto tondo, sia da recuperapalloni che da macinatore di gioco.

Chi invece non può ricevere un voto positivo è Insigne. Il capitano è sembrato un fantasma per i 45 minuti nei quali è stato in campo e da lui ci si aspetta invece che trascini la squadra. Negative le prove anche di Fabian Ruiz e Mertens. Il belga è ancora un lontano parente dell’attaccante che è riuscito a raggiungere il numero di gol di Maradona: evidentemente la questione contratto con lo scontro con il presidente sta lasciando strascichi. Lo spagnolo continua a vivere in quello strano limbo nel quale sembra chiaro che abbia doti calcistiche fuori dall’ordinario ma che non riesce ad esprimere quando indossa la maglia del Napoli, anche per il fatto che stia giocando in un ruolo non suo.

Martedì gli azzurri ospiteranno il Genk per l’ultima giornata dei gironi di Champions League. Tra tre giorni si vedrà se riusciranno a centrare uno degli obiettivi minimi della stagione, il passaggio agli ottavi di finale di Coppa.

Salvatore Emmanuele Palumbo

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