Conversazione con Vincenzo Ascione, sindaco di Torre Annunziata

Tanti sono i progetti in cantiere, che davvero dovrebbero cambiare questa città radicalmente e strutturalmente, ma ora la parola passa ai fatti

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Stamattina unitamente con Riccardo in funzione di tecnico e Loredana Fontanella, ci siamo recati al Comune in via Provinciale Schiti per incontrare il primo cittadino di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione. Un po’ di ritardo ci ha fatto ben analizzare le cose da fare e poi tutto è partito.

Alla domanda di Loredana su ciò che questa Amministrazione ha fatto e cosa vorrà fare per il turismo, il sindaco s’è scatenato, elencando una serie di cose fatte e da fare, senza sottrarsi minimamente al dialogo. Non è stato prolisso, ha solo messo sul piatto della conversazione le mille cose che, a suo dire, potranno risolvere il problema disoccupazione a Torre Annunziata.

Poi ho preso la parola dicendo che non dubito delle sue promesse, ma il tutto mi sembra troppo bello per essere vero. Certamente i tempi saranno lunghi come sono in politica, ma a parere del primo cittadino, e anche qui sono stato smentito in quanto tutto dovrebbe cominciare già l’anno prossimo, in coincidenza dell’apertura del Maximall Pompei.

Tanti sono i progetti in cantiere, che davvero dovrebbero cambiare questa città radicalmente e strutturalmente. Lo spolettificio dovrebbe essere il volano per poter far decollare la passeggiata archeologica e diventare museo dell’area vesuviana. Via Sepolcri dovrebbe subire qualche cambiamento, il porto riprendere ad essere uno degli artefici della rinascita di Torre Annunziata, per la ripresa dei traffici marittimi e finanche turistici, per navi e yacht.

S’è parlato delle arcate borboniche ed il primo cittadino ha riconosciuto che qualche errore di fretta c’è stato all’epoca dell’accordo con la Ferrovie dello Stato e della loro non facile soluzione se non per mezzo di privati che dovrebbero provvedere alla impermeabilizzazione della massicciata soprastante di cui all’epoca non s’è avuto contezza.

Ho parlato del disastro di Bophal in India che nel dicembre 1984 uccise oltre duemila persone intossicandone decine di migliaia, sperando che non si prospettino gli stessi rischi per la nostra città. Ascione ha subito sottolineato che il comune ha bloccato la messa in opera delle altre due cisterne e che, al momento, il contenuto delle attuali non desta preoccupazioni.

S’è discusso anche dello stadio e dei “soldini” spesi in occasione delle Universiadi e il tutto viene ridimensionato, dato che, in caso di pioggia, piove anche all’interno degli spogliatoi. “Sabato avrò una riunione col presidente del Savoia per chiarire alcune cose” ha annunciato il sindaco Ascione.

Un’ora di conversazione, un’ora in cui abbiamo posto l’attenzione su quasi tutti i problemi della città, bombe comprese, a cui il sindaco ha demandato il compito agli organi preposti, osservando che questi fatti esecrabili rappresentano un colpo di coda della criminalità.

All’uscita, pensavo che se davvero tutto si realizzasse, sarebbe davvero una città come tante altre, ma con la bellezza di essere Torre Annunziata. Per quanto mi riguarda sono stato sempre critico nei confronti del sindaco e dei nostri amministratori ma ora la parola passa ai fatti… aspettiamo e giudicheremo.

Ernesto Limito

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