Dopo l’arresto il 6 dicembre, si è dimesso Lello Abete “ex sindaco” di Sant’Anastasia

Con le dimissioni protocollate, Abete spera in una decisione meno restrittiva del Riesame che potrebbe optare per misure cautelari meno restrittive come i domiciliari

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Vendevano i posti di lavoro al comune di Sant’Anastasia. In manette il 6 dicembre, Lello Abete, sindaco della cittadina vesuviana, con lui anche il consigliere comunale Pasquale Iorio, il segretario comunale Egizio Lombardi, e l’imprenditore salernitano rappresentante legale dell’agenzia che gestiva i concorsi.

Questa mattina sono state protocollate le dimissioni del primo cittadino, in giornata presentate anche le dimissioni dei consiglieri e della giunta comunale, che in un primo momento avevano deciso di proseguire la propria attività in attesa degli esiti giudiziari. La conferenza dei capigruppo tenutasi ieri aveva comunque fissato una seduta di consiglio comunale per lunedì 23 dicembre, con l’intenzione di compiere l’ultimo atto, l’unico possibile, nella sede sovrana dell’assise cittadina dopo aver approvato alcune deliberazioni importanti per la città. La scelta di Lello Abete, sospeso dal Prefetto, era però sembrata chiara ed è stata confermata appunto questa mattina quando l’ormai ex sindaco ha fatto giungere a Palazzo Siano le sue dimissioni irrevocabili.

Con le dimissioni protocollate, Abete spera in una decisione meno restrittiva del Riesame che potrebbe optare per misure cautelari meno restrittive come i domiciliari.

La città ora sarà affidata ad un commissario prefettizio che dovrà poi portarla a nuove elezioni.

Per altre due persone, la vincitrice di un concorso e suo marito, la Procura di Nola aveva emesso il divieto di dimora in Campania.

Per due degli indagati, il segretario comunale Egizio Lombardi, e l’imprenditore salernitano rappresentante legale dell’agenzia che gestiva i concorsi, il tribunale del Riesame ha annullato parzialmente la misura cautelare in riferimento al reato associativo, confermando tutte le altre relative alla corruzione, con relativa esigenza di custodia in carcere.

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