Alla vigilia del nuovo anno i revisori hanno rilevato gravi irregolarità contabili da parte dell’amministrazione capitanata da Pasquale Di Marzo ed hanno inviato tutti gli atti alla Procura della Corte dei Conti.

A denunciarlo sono i consiglieri Scognamiglio e Russo del gruppo indipendente ormai in minoranza: “Oggi possiamo affermare con certezza che siamo stati lungimiranti nell’abbandonare questa maggioranza che dimostra ogni giorno di non avere le competenze per amministrare adeguatamente questo paese”.

I revisori hanno, infatti evidenziato l’irregolarità nell’assunzione di ben 4 dipendenti, 2 vigili, uno all’ufficio tecnico ed uno all’ufficio commercio con un grave e potenziale danno erariale che la Procura Regionale della Corte dei Conti potrebbe far ricadere su Di Marzo e i funzionari che si sono avvicendati alla guida dell’Ufficio finanziario.

“Il punto è proprio questo – continuano i consiglieri – l’incapacità politica da parte del Sindaco di trovare una figura capace di sostituire il commercialista Domenico Cutolo a cui veniva concesso il nulla osta per andare via”.

Da quando si è insediato il sindaco Di Marzo, il Comune non ha un responsabile dell’ufficio finanziario. Oggi i revisori hanno evidenziato errori nell’inoltro dei bilanci al Ministero, il che comporta sanzioni e preclude ogni possibilità di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo (articolo 9 comma 1 quinquies del D.L.113/2016). Nel 2018 e 2019 sempre sotto la guida Di Marzo, addirittura non vi è stato alcun invio.

Con protocollo del 10 dicembre è stato denunciato il tutto da parte del Collegio dei revisori dei conti ed invitato il Consiglio Comunale a prenderne atto.

“Le irregolarità nell’inoltro dei bilanci sono frutto della leggerezza con cui l’amministrazione ha affrontato tale situazione. Fino a quando siamo stati in maggioranza – continuano Russo e Scognamiglio – abbiamo segnalato la necessità di nominare un responsabile dell’ufficio finanziario ma venivamo considerati petulanti. Oggi però, nostro malgrado, i fatti ci danno ragione”.

Ivan di Napoli

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