Isa Danieli attrice a Castellammare: “Ero grande amica di Annibale Ruccello”

Il pubblico ha conosciuto Isa Danieli attrice come “Filumena Marturano” o come la direttrice di “Io speriamo che me la cavo”

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isa danieli attriceIsa Danieli attrice in scena al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia: ”Ero grande amica di Annibale Ruccello”. Si è esibita nel reading “Raccontami una passeggiata devota” per la sua stessa regia. Dopo due anni, recita nuovamente nella città di Annibale Ruccello. “Lui è uno dei poeti che più ho amato”, dichiara commossa mentre lancia lo sguardo sul quadretto che lo ritrae e che porta sempre con sé.

Un colosso, uno dei mostri sacri del teatro napoletano novecentesco che continua a calcare i palchi dopo anni di carriera. “Finché potrò, reciterò”, promette lei, perché il teatro è la sua vita. Ad ogni periodo della sua esistenza, corrisponde qualche suo lavoro che ha edificato un pezzo di storia. Il pubblico ha conosciuto Isa Danieli attrice come “Filumena Marturano” o come la direttrice di “Io speriamo che me la cavo”, che un certo Paolo Villaggio nei panni del professore Sperelli ha definito goliardicamente una zompapereta.

Ancora, è nota al pubblico della televisione per aver interpretato per due anni Reginella in “Capri”, definita come l’anima di quell’isola e come cuoca professionista della zuppa di pesce, tanto agognata e mangiata con gusto da Carlo Croccolo nel ruolo del pescatore Totonno. Prima dell’inizio dello spettacolo, ha deciso di raccontarsi meglio portando con sé La Voce dello Spettacolo nel suo camerino.




Alla luce della sua lunga carriera, mi ricorda la prima volta che ha affrontato un palco?

Ho iniziato a recitare fin da piccolissima. Provengo da una famiglia d’arte, la recitazione è nel nostro sangue. Recitavo il collegio. Verso i quindici anni facevo la sceneggiata. Da una canzone napoletana era possibile creare un testo di tre atti, arrangiare delle storie. Il teatro non è lo stesso di adesso. Prima non si aspettava un orario, gli spettacoli non incominciavano la sera. Io recitavo in tre spettacoli al giorno, ricordo che le persone potevano entrare ed uscire quando desideravano. Dopo un po’ di tempo ho capito che il teatro potesse essere anche diverso da quello, poiché sono venuta conoscenza di questo grande attore che era Eduardo De Filippo. Io sono rimasta affascinata dalle sue poesie. Ciò che mi ha colpito maggiormente di lui è stato che prendesse parte soltanto ad uno spettacolo a sera. Solo il sabato davo in scena due spettacoli di fila con Eduardo. Quando sono venuta a conoscenza di lui, nella mia ingenuità di ragazzina, gli ho scritto una lettera contenente una mia foto di locandina, per dirgli che sarei stata disponibile se lui avesse avuto bisogno di qualche attrice. Lui mi ha fatta chiamare dall’amministratore e mi ha ingaggiato per sostituire un’attrice nella commedia “Napoli Milionaria”. Da lì poi sono rimasta molto tempo in teatro con lui. Dopo ho voluto fare anche altre cose. Ho preso parte all’avanspettacolo: una bellissima rivista che precedeva il cinema. Anche in quella circostanza si rappresentavano tre spettacoli al giorno, però il lavoro durava meno grazie alla presenza del cinema. Potevamo riposarci di più. Il destino ha voluto che io facessi l’attrice nella vita. In questi anni ho avuto la fortuna di compiere degli incontri molto belli e io di quest’ultimi stasera ne riporto un omaggio con il mio spettacolo. Questi autori mi hanno dato la possibilità di prendere parte a bei progetti, perciò ne riporto i monologhi.

Com’è stato per lei interpretare Filumena Marturano di Eduardo De Filippo?

Per me è stato bellissimo. Ho avuto una regista straordinaria che si chiama Cristina Pezzoli e un attore accanto incredibile che era Antonio Casagrande. La loro è stata una bella compagnia, abbiamo portato in scena una Filomena Marturano totalmente diversa da quella che aveva fatto Eduardo ma ovviamente conteneva le sue parole.

Parliamo dell’esperienza in “Io speriamo che me la cavo” e in “Così parlò Bellavista”. Come è stato lavorare al fianco di Paolo Villaggio e di Luciano De Crescenzo?

Prima di tutto è stato divertente. Ricordo che mentre giravo “Io speriamo che me la cavo”, lavoravo anche a teatro, quindi più volte ho dovuto affrontare viaggi in treno in poco tempo per essere presente sul set. Quello con Luciano De Crescenzo è stato un bel incontro, lui era un uomo colto e intelligente che scriveva testi molto belli. De Crescenzo è stato un amico straordinario e molto divertente: siamo stati bene quel periodo. “Così parlo Bellavista” è una soddisfazione per me, siccome è film guardato da tutti.

Lei ha interpretato in “Capri” Reginella, meglio conosciuta come l’anima dell’isola. Che ricordo ha di quel set?

Ricordo che è stato faticoso. Girare fiction non è semplice, si va incontro ad un ritmo molto intenso: ogni mattina sveglia alle 6 e trucco alle 7, per poi continuare a lavorare tutta la giornata. Sul quel set ho conosciuto belle persone, bravi e giovani attori. “Capri” è stata un’esperienza nuova, perché ho praticato la televisione sempre attraverso le commedie. Mi ha regalato molto questa esperienza, il personaggio di Reginella mi stava bene addosso.

Cos’è e in cosa consiste “Raccontami una passeggiata devota”?

Porto sul palco un reading. Recito vari monologhi  tra cui quello di Ferdinando. Riporto Eduardo De Filippo, Manlio Santanelli che è un altro autore straordinario per il quale ho fatto “Regina madre”, Ugo Chiti, Lina Wertmüller, Roberto De Simone, Enzo Moscato ed Erri De Luca. Con il grande aiuto di mio marito, ho messo insieme tutti questi autori che amo.

Che emozioni le suscita recitare qui a Castellammare di Stabia, città di Annibale Ruccello?

Castellammare è una delle città che io amo molto, perché qui è nato Annibale. Io ho un ricordo bellissimo di lui. Siamo anche diventati grandi amici.  Annibale è nel mio cuore, lo porto sempre con me ad ogni mio spettacolo: è immancabile il suo quadretto, insieme a quello di Eduardo De Filippo, nel mio camerino. Annibale ed Eduardo sono le persone che più ho amato.

Isa Danieli attrice che ha vissuto l’evoluzione del teatro, cosa consiglia a chi aspira a questa carriera?

Prima di tutto di avere dentro di sé la voglia di volerlo fare in modo assoluto. Bisogna fare tanti sacrifici, è sbagliato credere che il successo arrivi subito. A volte mi è capitato di non aver neanche la cena, non c’erano soldi. Bisogna studiare, il teatro non è semplice e bisogna trovare la via giusta.

Cos’è per Isa Danieli attrice lei il teatro?

ll teatro è tutto per me, è la mia vita. Da quando ho conosciuto mio marito, c’è lui al primo posto ma senza il teatro non posso vivere. Finché potrò, reciterò.

Emanuela Francini